lunedì 27 novembre 2017

Cooperazione Marocco - Costa d’Avorio si rafforza con le visite del Re Mohammed VI

La visita di lavoro e di amicizia del Re Mohammed VI del Marocco in Costa d’Avorio iniziata domenica conferma l'impegno africano del Sovrano e costituisce una nuova prova della solidità e della profondità delle relazioni bilaterali trasformando l'asse Rabat - Abidjan in un modello di successo di cooperazione e di partenariato Sud-Sud promettente.
I due paesi, alleati da una lunga data, sono arrivati a mettere in moto una cooperazione reciprocamente vantaggiosa, animata dalla convergenza di vedute rispetto alle grandi questioni del Continente relative alla pace, la stabilità, lo sviluppo e l'integrazione economica.    
Dal 1962, anno in cui sono stabilite le relazioni diplomatiche tra la Costa d'Avorio ed il Regno del Marocco, la cooperazione bilaterale si è progredita annualmente prima di prendere, in questi ultimi anni, un versante notevole grazie alla volontà comune dei due capi di Stato, Re Mohammed VI ed il Presidente Assan Ouattara.
In modo concreto, sono firmati e attivi più di 140 accordi di cooperazione bilaterali tra Rabat e Abidjan, questo numero è in crescita con le visite del Re a Costa d'Avorio. Infatti, durante l'ultima visita del Sovrano di febbraio scorso, quattordici convenzioni di partenariato economico sono state firmate in occasione della presentazione dei lavori del Gruppo d'Impulso Economico Costa d'Avorio – Marocco. L'aspetto religioso era presente durante questa visita reale, una posa della prima pietra di una moschea che il Sovrano ha voluto offrire alla Comunità musulmana, testimonia suo interesse particolare che il Sovrano al miglioramento condizioni di compimento da parte dei musulmani del loro culto ed alla diffusione dei valori nobili e dei principi dell'Islam moderato.
Gli accordi non solo firmati e avviati ma anche monitorati ed è in questo quadro che il segretario di Stato presso il ministro marocchino degli Esteri e la Cooperazione Internazionale, Mounia Boucetta era nel luglio scorso ad Abidjan, su ordini reali, per fare il punto, con la parte ivoriana, sull'avanzamento dell'applicazione degli accordi di sviluppo convalidati durante le visite del Sovrano.
Le relazioni sono all’avanguardia, rinforzate da una solidarietà tangibile come illustra il sostegno dato al Marocco, per riprendere suo posta all’Unione Africana, dalla Costa d'Avorio accanto ad altri paesi del continente. Si aggiunge, inoltre, la posizione costante delle autorità di Abidjan a favore della questione dell’integrità territoriale marocchina e del Sahara Marocchino.
Nel quadro della solidarietà, il Marocco fu uno dei primi paesi nel mondo ad inviare un contingente di più di 700 soldati delle Forze Armate Reali (FAR) in Costa d'Avorio nel quadro della missione dell'ONU di mantenimento della pace.
In seguito all'attentato terroristico che ha colpito Grand Bassam nel marzo 2016, il Marocco è stato il primo paese a mandare, su istruzioni reali, un gruppo dell'Ufficio Centrale delle Indagini Giudiziarie (BCIJ) per aiutare i servizi ivoriani competenti nel lavoro d'indagine condotte su quest'atti terroristici.
Fondamentalmente, questa solidarietà attiva e tradizionale trova la sua storia nei legami millenari che collegano i due paesi dai tempi dei defunti il Re Hassan II e del Presidente, Felix Houphouet Boigny.
Ciò significa che per il Marocco e la Costa d'Avorio, la cui cooperazione può giustamente fungere da modello di cooperazione Sud-Sud, in questo quadro l'impegno è sempre rinnovato per operare insieme a favore di una Africa prosperosa e padrone del suo destino.
Il Re Mohammed VI parteciperà al vertice tra l’Unione africana e l’Unione europea che si terrà il 29 e 30 novembre nella capitale economica del paese africano, Abidjan.


martedì 21 novembre 2017

IL RE MOHAMMED VI DÀ ISTRUZIONI PER MISURE GIURIDICHE DI INQUADRARE L’ORGANIZZAZIONE DELLA BENEFICIENZA PUBBLICA IN MAROCCO

Un comunicato del ministero dell'Interno del Marocco ha annunciato ieri che in seguito alla calca drammatica verificata, domenica 19 novembre 2017, in occasione della distribuzione di aiuti alimentari in comune di Sidi Boulaalam, provincia di Essaouira, la Corte competente e l'Ispettorato Generale dell'Amministrazione Territoriale hanno avviato indagini.
Il ministero sottolinea che il Re Mohammed VI ha dato le sue alte istruzioni al Capo del governo, al Ministro dell’interno ed agli altri dipartimenti interessati affinché tutte le misure giuridiche necessarie siano adottate per inquadrare strettamente le operazioni di appello alla generosità pubblica e di distribuzione di aiuti alle popolazioni povere.
La cultura della divisione è radicata nelle tradizioni marocchine ancestrali ed è stata sempre molto presente nella società marocchina, sia al livello dello Stato, delle ONG o delle persone private. Le campagne mediche, la distribuzione dei doni, gli atti di condivisione e di solidarietà ne fanno regolarmente fede. Il paese vive il dinamismo di questo tessuto associativo abbondante e la sua azione di beneficienza è ben riconosciuta, stimata ed efficace.
Tuttavia, quest'azioni di beneficienza, non devono essere condotte senza un inquadramento solido che garantisce la sicurezza e la salvaguardia sia dei cittadini beneficiari che dei benefattori, precisa il ministero.
È per questo che il quadro giuridico regolamentare ordinato dal Sovrano è primordiale affinché sia preservata la tradizione millenaria di solidarietà e di condivisione e che sia garantita la sicurezza, nota la stessa fonte.
Inoltre, non occorre affatto mascherare i fatti, in queste circostanze drammatiche né rilanciare invocando le necessità delle persone bisognose o ampliandole a oltranza, solleva il ministero dell'interno.
D'altra parte e conformemente alle alte orientazioni del Re Mohammed VI relative al resoconto ed ai principi che devono disciplinare le relazioni tra l'amministrazione pubblica ed i cittadini, il Governatore della provincia di Essaouira sarà ascoltato dalla giustizia, nel quadro dell'inchiesta giudiziaria aperta dal tribunale competente, nel rispetto rigoroso dello Stato di diritto, conclude il comunicato.

Prima di questo comunicato lo stesso ministero aveva reso noto che almeno 15 persone sono morte e altre cinque sono rimaste ferite in modo grave per la calca durante la distribuzione di aiuti di beneficienza alimentare a Sidi Boulaalam spiegando che l'incidente è avvenuto durante il mercato settimanale.

giovedì 16 novembre 2017

La Principessa Lalla Hasnaa rappresenta il Re Mohammed VI alla cerimonia dell’apertura di COP23 a Bonn

La scelta del Marocco di ospitare la conferenza mondiale sul clima COP 22  l’anno scorso era legittimata alla luce dei suoi sforzi per proteggere l’ambiente e della lotta contro il riscaldamento climatico, salutati dalla Comunità internazionale, ciò indica che il Regno marocchino è all’avanguardia, non è per caso che, ieri, al segmento di alto livello della COP23 a Bonn ha partecipato la Principessa Lalla Hasnaa in rappresentanza del Re Mohammed VI alla cerimonia d'apertura di questo appuntamento mondiale. Il ruolo  decisivo del Marocco nella tutela ambientale è stato internazionalmente salutato un’altra volta a Bonn.
Mercoledì è stato un giorno cruciale della 23ima Conferenza delle Parti alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, aperto il 6 novembre. La cerimonia d'apertura è stata preceduta da una riunione informale dei Capi di Stato e di governo, presieduta dal Segretario Generale dell'ONU, Antonio Guterres, alla quale ha preso parte la Principessa marocchina, conosciuta per il suo forte impegno a favore delle questioni ambientali. Una presenza che sottolinea il posto centrale che occupa la questione ambientale nella politica del Regno in Marocco, di cui il Re Mohammed VI è protagonista.
La giornata dedicata al segmento di alto livello segna l'entrata in gioco dei Capi di Stato che tenteranno di dare un nuovo impulso alla lotta contro il cambiamento climatico, davanti ai rapporti scientifici allarmanti sulla recrudescenza delle emissioni di gas a effetto serra.
La COP 23 che si tiene sotto la presidenza delle Isole Figi fino al 17 novembre, tenta di capitalizzare sullo spirito della COP22, tenuta l'anno scorso a Marrakech. Le Parti cercano, inoltre, di avanzare sulla operativa dell'Accordo di Parigi che mira a limitare l'aumento della temperatura planetaria sotto 2 gradi Celsius.
La cerimonia d'apertura è stata segnata dalle allocuzioni del Segretario generale delle Nazioni Unite, del Presidente della Repubblica federale di Germania, Frank Walter Steinmeier, del Primo Ministro di Figi che presiede la COP23, Frank Bainimarama e del Presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Miroslav Lajcak che ha dato valutazione positiva alla leadership del Marocco in materia di azione sul clima nel quadro della sua presidenza della Cop22 di Marrakech, la prima dopo la conclusione dell’accordo di Parigi sul clima nel 2015. “Ringrazio il Marocco, che ha giocato un ruolo da capofila nell’azione sul clima nel quadro della sua presidenza della Cop22”, ha affermato Lajcak.

Iscrivendosi nella continuità dello spirito di Cop22 Marrakech, la presidenza delle Isole Fidji della COP23 mette come priorità la preservazione del consenso multilaterale raggiunto nel quadro dell'Accordo di Parigi per riduzioni sostanziali delle emissioni di carbonio, con l'ambizione di mantenere lo slancio attuale per l'attuazione dell'Accordo tramite una serie di azioni climatiche che richiede l'implicazione di tutti. L’obbiettivo è di ridurre la temperatura a 1,5 gradi Celsius.

mercoledì 15 novembre 2017

Qatar e Marocco condannano fotomontaggio del Re Mohammed VI con la scrittura: “Voi avete il mondo e noi abbiamo Tamim”

Una foto, largamente diffusa sulle reti sociali, mostra il Re Mohammed VI del Marocco che brandisce una sciarpa bianca con la scritta: “Voi avete il mondo e noi abbiamo Tamim”. La scrittura è supposta rivolgersi ai paesi che stabiliscono il blocco attorno a Qatar. Per verificare l'autenticità di questa foto, Yassir Zenagui, Consigliere di Mohammed VI che lo accompagna a Qatar chiarisce: “Si stupisce da quest'immagine, poiché si tratta di un'immagine e non di una fotografia. È un montaggio grottesco! Sono stato presente accanto alla Sua Maestà durante tutti i suoi spostamenti pubblici in occasione di questo viaggio, egli non ha mai tenuto o si è fotografato con una sciarpa”, afferma Zenagui.
Dalla sua parte, Cheikh Saif Bin Ahmed Bin Saif Al Thani, direttore della Comunicazione del Governo di Qatar, ha deplorato la diffusione di tale fotomontaggio, spiegando che “quest'atto inaccettabile indica un tentativo di far fallire la visita di Mohammed VI a Qatar”. E ha aggiunto che “un'indagine sarà pressante per determinare la parte che ha provato ad indurre in errore l'opinione pubblica e di tentare di nuocere i simboli degli Stati”.
Cheikh Saif Bin Ahmed Bin Saif Al Thani ha evidenziato che la visita di Mohammed VI a Qatar è stata “da tutti i punti di vista un successo e che aveva contribuito ad approfondire e sviluppare le relazioni fraterne tra i due paesi”, Marocco e Qatar.
Con le dichiarazioni di Cheikh Saif Bin Ahmed Bin Saif Al Thani, appare che la diffusione di questo fotomontaggio è sottesa da tendenziosi che tentano a nuocere l'eccellenza delle relazioni del Marocco con alcuni paesi del Golfo.
Dall’inizio della crisi tra Qatar e Arabia Saudita e Emirati Arabi, il Marocco ha assunto una posizione costruttiva tra le due parti, tale posizione non è cambiata.
Il Re Mohammed VI è in vista ufficiale in Qatar da domenica 12 novembre.

https://www.gco.gov.qa/en/2017/11/14/gco-director-official-visit-hm-king-mohammed-vi-kingdom-morocco-state-qatar-success-standards/

lunedì 13 novembre 2017

Dopo Emirati Arabi Uniti il Re Mohammed VI del Marocco è arrivato in Qatar e incontra Tamim

S’è conclusa ieri la visita di lavoro e d'amicizia del Re Mohammed VI in Emirati Arabi Uniti, iniziata martedì scorso su invito del Cheikh Mohammed Ben Zayed Al-Nahyane, Principe Ereditario d’Abu Dhabi, Comandante supremo aggiunto delle Forze armate emirati.
Nel corso della sua visita, il Sovrano aveva partecipato, mercoledì, alla cerimonia d'apertura del museo “del Louvre Abu Dhabi”, insieme a Cheikh Mohammed Ben Zayed Al-Nahyane, Cheikh Mohamed Ben Rached Al Maktoum, vicepresidente dello Stato degli Emirati Arabi Uniti, Presidente del consiglio dei ministri, il Re di Bahrain Hamad Ben Issa Al Khalifa, il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron e la sua moglie Brigitte Macron, il Presidente della repubblica Islamica d'Afghanistan Mohammad Ashraf Ghani ed altri alti rappresentanti di molti paesi del Golfo.
In questa occasione, il Re ha offerto al Louvre di Abu Dhabi delle opere d’arte storiche del 19no secolo. La partecipazione del Sovrano a tale manifestazione illustra l'interesse particolare che presta il Sovrano alla promozione dell’arte e della cultura e la sua volontà ferma di democratizzarne l'accesso per farne veri vettori di sviluppo umano, sociale ed economico.
Sabato, è stato un colloquio tra il Re Mohammed VI e Cheikh Mohammed Ben Zayed Al-Nahyane, durante il quale il Sovrano ed il Principe ereditario di Abu Dhabi hanno scambiato le vedute sulle relazioni bilaterali eccellenti ed il partenariato strategico forte e multidimensionale che unisce i due paesi, e sui legami densi e perenni di fraternità tra i due popoli fratelli. In questo quadro, si è deciso di dare un nuovo slancio alla commissione bilaterale mista. Erano presenti, inoltre, molte questioni d'ordinamento regionale ed internazionale in questo colloquio.
Nella domenica, prima di recarsi in Qatar, il Re Mohammed VI ha visitato Wahat Al Karama (Oasi della Dignità), un luogo che rende un omaggio permanente ai soldati valorosi degli Emirati Arabi Uniti (EAU) che hanno sacrificato la loro vita servendo la loro Nazione.
Nel quadro della visita ufficiale che il Re Mohammed VI allo Stato di Qatar, su invito dell'Emiro Cheikh Tamim Ben Hamad Al Thani, il Sovrano ha avuto, ieri, al “Diwan Emiri” di Doha, un colloquio con l'Emiro di Qatar sull'eccellenza delle relazioni tra i due paesi e la volontà ferma dei due Capi di Stato di consolidare maggiormente la cooperazione in vari settori e hanno scambiato le vedute su argomenti d'interesse comune d'ordinamento regionale ed internazionale.
Erano presenti al colloquio della parte qatariota, il Vice Emiro di Qatar, Cheikh Abdellah Ben Hamad Al-Thani e il ministro degli Esteri Cheikh Mohamed Ben Abderrahman Al-Thani. Dalla parte marocchina erano presenti il consigliere del Re, Fouad Ali El Himma, il ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Nasser Bourita ed il Direttore Generale degli Studi e della Documentazione, Mohamed Yassine Mansouri.
La cooperazione tra il Marocco e Qatar si è rafforzata ed approfondita attraverso una serie di convenzioni, di protocolli di accordo e di programmi esecutivi nei diversi settori sociale, culturale, sportivo, economico, giudiziario e militare e per l’appunto la visita del Re Mohammed VI a Doha ribadisce la determinazione del Marocco di costruire un processo continuo e crescente delle relazioni tra i due paesi.


domenica 12 novembre 2017

Si stringe il cerchio attorno ai 2 giornalisti francesi che ricattavano il Marocco: Saranno condannati

Si stringe il cerchio attorno i 2 giornalisti francesi che ricattavano il Marocco, cosi la più alta giurisdizione francese ovvero la Corte di Cassazione ha dato ragione al Marocco, venerdì, con una sentenza nel caso d'estorsione e ricatto nel quale sono responsabili due giornalisti francesi Eric Laurent e Catherine Graciet. La decisione della Corte di Cassazione non sarà più contestata.
Al termine dell'udienza, Patrice Spinosi, avvocato del Marocco, ha qualificato questa sentenza di “grandissima vittoria” per il Regno marocchino, “dal momento che non esiste più nessun ostacolo al proseguimento di questi giornalisti davanti alla giustizia che potrà condurre alla loro condanna”. “Al di là del caso del Regno del Marocco, questa decisione consacra il diritto di ogni vittima di ricorrere a qualsiasi mezzo di prova, comprese le registrazioni”, ha aggiunto.
La Camera istruttoria della Corte d’Appello parigina aveva respinto, nel febbraio scorso, la richiesta degli avvocati dei due stessi giornalisti per annullare le registrazioni secondo le quali avrebbero richiesto una somma di denaro in cambio di non pubblicare un libro critico sul Regno.
Le registrazioni stabiliscono in modo “innegabile” l'operazione di ricatto, aveva sottolineato allora l'avvocato della parte marocchina, e che oltre alle registrazioni, i due giornalisti sono stati arrestati con 40.000 euro in tasca ciascuno e avevano firmato un documento riconoscendo che sollecitavano due milioni di euro per fermarsi a “nuocere sistematicamente al Marocco con i loro scritti ed azioni”.
Tutto iniziato nel 2015, quando il giornalista Eric Laurent aveva contattato il Gabinetto Reale marocchino per annunciare che si preparava insieme con Catherine Graciet a pubblicare un libro sul Marocco, ma che era pronto a rinunciare tutto in cambio di tre milioni di euro.
Dopo una prima riunione tra il giornalista ed un avvocato che rappresenta la parte marocchina, il Regno del Marocco ha deciso di depositare una denuncia presso il Procuratore a Parigi.
Una nuova riunione con il giornalista francese è stata organizzata sotto controllo della polizia e del tribunale francesi durante la quale i propositi di Eric Laurent sono stati registrati e delle foto sono state ripresi.
Nel corso di una terza riunione tenuta, sotto il controllo della polizia, somme di denaro sono state rimesse ai due giornalisti, che pur hanno ricevuto i soldi, hanno firmato un documento nel quale si impegnano di non scrivere più sul Marocco.


venerdì 10 novembre 2017

Re Mohammed VI e Macron all’apertura Museo “Louvre Abu Dhabi”

Il Re Mohammed VI del Marocco che effettua una visita d'amicizia e di lavoro agli Emirati Arabi Uniti, accompagnato dal principe Moulay Ismail e una folta delegazione ufficiale, ha partecipato, mercoledì, nell'isola Saadiyat della città Abu Dhabi, alla cerimonia d'apertura del museo “Louvre Abu Dhabi”, con Cheikh Mohammed Ben Zayed Al-Nahyane, il Principe ereditario di Abu Dhabi, il Cheikh Mohamed Ben Rached Al Maktoum, vicepresidente dello Stato degli Emirati Arabi Uniti, il Re Hamad Ben Issa Al Khalifa, Sovrano di Bahrain, il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron e sua moglie Brigitte Macron, il Presidente della Repubblica Islamica d'Afghanistan, Mohammad Ashraf Ghani, ed alti rappresentanti di molti paesi del Golfo.
In questa occasione, il Re Mohammed VI ha offerto al Louvre di Abu Dhabi delle opere d’arte storiche del 19mo secolo, in particolare un manoscritto del Sacro Corano, un fucile (Mokahla).
In questa cerimonia, il Cheikh Mohamed Ben Rached Al Maktoum ha sottolineato che il Louvre Abu Dhabi è un valore aggiunto al patrimonio dell’umanità, notando che questo museo è un'opera d’arte che riunisce l'Oriente e l'Occidente, un ponte che collega le civilizzazioni.
Questo museo rappresenta “la nostra capacità di lottare contro le forze oscure, la violenza e l’odio”, ha precisato Cheikh Mohamed Ben Rached Al Maktoum, invitando ad una vera coalizione d’inter-civilizzazione per salvaguardare la civilizzazione umana.
Dalla sua parte, Emmanuel Macron ha affermato che il Louvre di Abu Dhabi, frutto di una convenzione firmata nel 2007, è un'opera d’architettura d'eccezione, affermando che questo Louvre del deserto e di luce è un ponte tra le generazioni e le culture, e tra l'Oriente e l'Occidente.
“Riunendo questi capolavori con i capolavori dell'antichità araba e dell'arte islamica, dell'arte precolombiana e l'arte cinese, con gli artisti oltre di età, come gli artisti contemporanei venuti dal Marocco, dalle EAU e da Cina è ben tutto l'affresco delle civilizzazioni che si compone sotto i nostri occhi”, ha detto il Presidente francese.
Louvre Abu Dhabi è il primo museo universale del mondo arabo. Rispecchia attraverso le sue dodici gallerie la storia comune dell'umanità attraverso varie culture e civilizzazioni, incarna il dinamismo del mondo arabo contemporaneo e l'eredità multiculturale della regione.
Il nuovo museo, che dispone di una collezione ricca, permanente, derivata da acquisizioni proprie di oltre 600 opere, che va dall'antichità ai nostri giorni, completata dal prestito di 300 opere di musei francesi, comprende, oltre alle gallerie permanenti, uno spazio d'esposizione temporanea, ed altre connessioni.
La famosa Dama di Leonardo Da Vinci ha trovato l’occasione d’essere ammirata ad Abu Dhabi.
L'edificio è stato concepito come una città-museo (Medina) coperta di una vasta cupola argentata di 180 metri di diametro composto di circa 8.000 stelle in metallo intrecciate.
La partecipazione del Sovrano a tale manifestazione illustra l'interesse particolare che presta il Re alla promozione dell’arte e della cultura e la sua volontà ferma di democratizzare l'accesso per farne veri vettori di sviluppo umano, sociale ed economico.
Quest'alta sollecitudine di Re Mohammed VI  si è tradotta, d'altra parte, con il sostegno prezioso che ha portato il Sovrano marocchino al dipartimento di arti islamiche del museo del Louvre di Parigi, in particolare per la realizzazione del padiglione delle arti dell'Islam.