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venerdì 10 gennaio 2020

Gambia apre un consolato generale in Sahara Marocchino




Dopo Costa d’Avorio e l’Unione delle Comore, la Repubblica del Gambia ha aperto suo consolato generale in sud del Marocco a Dakhla. La cerimonia dell'inaugurazione è stata presieduta proprio  dal ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all'Estero, Nasser Bourita, e dal suo omologo gambiano, Mamadou Tangara. L'apertura si inserisce in linea dritta con la posizione costante di questo paese africano rispetto alla questione del Sahara marocchino, ha affermato Bourita nella conferenza stampa congiunta con il suo omologo gambiano.
Gambia ha sempre sostenuto la legittimità internazionale e i diritti storici del Regno in tutte le sedi regionali e internazionali, ha spiegato. Inoltre, ha sottolineato l'importanza di questo evento nella storia delle relazioni solide e storiche tra Marocco e Gambia, relazioni che hanno conosciuto una grande evoluzione negli ultimi anni, ricordando in tale contesto la prossima riunione della commissione mista a Banjul, dove una serie di convenzioni saranno firmate in diversi settori.
Molti paesi manifestano il loro interesse ad aprire rappresentanze diplomatiche nelle province meridionali, per esprimere il loro sostegno alla marocchinita del Sahara, ha osservato, facendo sapere che altri consolati saranno aperti a Dakhla e Laayoune da paesi africani e non africani.
L'apertura del consolato gambiano a Dakhla e quello dell'Unione delle Comore a Laayoune conferma che la marocchinita del Sahara è irreversibile, ha voluto precisare Bourita, sottolineando che, come altri consolati hanno sede a Marrakech, Casablanca o Tangeri, “è normale che tali rappresentanze diplomatiche siano presenti nelle province sud del paese nell'ambito della sovranità del Marocco”. Questa decisione rafforza anche la dinamica positiva della causa nazionale sulla scena internazionale grazie al costante sostegno espresso da diversi paesi al Marocco.
Oltre alla sua portata politica, l'apertura di queste rappresentanze diplomatiche costituisce una leva per lo sviluppo di scambi commerciali ed economici tra il Marocco e questi paesi, ha detto, notando che questi consolati svolgeranno un ruolo importante nel rafforzamento delle relazioni tra il Regno ed Africa e che, attraverso la città di Dakhla, sarà un vero polo economico nel sud del Marocco.
La città di Dakhla costituisce un vero e proprio trait d’union tra il Marocco e la sua profondità africana, ha continuato Bourita, sottolineando che questa città è dotata di alti istituti di formazione professionale che potranno essere messi a disposizione dei fratelli africani per beneficiare dell'istruzione e di tirocini in settori di interesse comune, in questo caso la pesca marittima, il turismo e l'agricoltura.
Da parte sua, il ministro gambiano degli Affari Esteri ha sottolineato che la decisione del suo paese di aprire un consolato generale a Dakhla è un atto di sovranità conforme alle regole e agli usi diplomatici, aggiungendo che tale atto si inserisce nella logica proseguita da Gambia sin dalla sua indipendenza, vale a dire il riconoscimento del Marocco e del suo Sahara. In tale contesto, ha ribadito la posizione del Gambia che “non ha mai sofferto di ambiguità sulla questione del Marocco e dell’integrità territoriale del Marocco”. Tangara ha inoltre accolto con favore il fatto che tale apertura costituisca un “evento storico”, dato che Gambia è il primo paese africano ad aver aperto una rappresentanza diplomatica in questa città, notando che è solo l'inizio di una forte dinamica di cooperazione tra i due paesi, in particolare dopo l'apertura di un'ambasciata a Rabat e di un consolato onorario a Casablanca.
Il Regno del Marocco esercita effettivamente la sua sovranità sul Sahara e la decisione del Gambia di aprire una rappresentanza consolare in questa regione del Regno si inserisce nel quadro delle posizioni espresse da questo Stato in seno all’Assemblea generale dell’ONU e ad altri forum internazionali che sostengono l’integrità territoriale del Marocco, ha insistito. Il capo della diplomazia gambiana ha sottolineato che “qualsiasi critica a questa decisione rappresenta un’ingerenza nelle relazioni diplomatiche tra due paesi africani sovrani, Marocco e Gambia”.
Lo scorso giugno la Costa d'Avorio ha aperto un consolato onorario a Laayoune e a dicembre l'Unione delle Comore ha inaugurato suo consolato generale nella stessa città.


venerdì 27 dicembre 2019

Marocco in cima alla classifica dei paesi che rispettano i diritti umani


L’attuazione del Meccanismo Nazionale per la Prevenzione della Tortura classifica il Marocco tra i cinque Paesi nel mondo in testa alla classifica del Comitato per i diritti dell’uomo nel monitoraggio d’attuazione delle raccomandazioni prioritarie.
Il Marocco, infatti, è classificato nella stessa posizione di Danimarca, Svezia, Argentina e Burkina Faso, in cima alla classifica del Comitato per i Diritti dell'Uomo delle Nazioni Unite per i paesi che hanno attuato le pertinenti raccomandazioni dell'ONU. 
Questi cinque paesi hanno ottenuto la nota “A” il punteggio più alto, relativa all’esame del monitoraggio dell’attuazione delle raccomandazioni realizzato dal Comitato e il cui risultato è stato annunciato a dicembre.
La nota “A” significa che questi paesi hanno adottato misure significative per l'attuazione delle raccomandazioni prioritarie nell'esame del Comitato dei diritti dell'uomo.
La presenza del Marocco in tale elenco e il suo ottenimento meritato della nota “A” avviene dopo l'adozione della legge sul Meccanismo Nazionale di Prevenzione della Tortura, il cui mandato è conferito al Consiglio Nazionale dei Diritti dell'Uomo (CNDH).
Dal 2013 il Comitato per i diritti umani ha avviato un monitoraggio sull'attuazione delle raccomandazioni per incoraggiare gli Stati ad applicarle. A tal fine, il Comitato ha elaborato un elenco di raccomandazioni prioritarie di cui valuta l'attuazione nel quadro di un esame che dura da due a tre anni.
Nel quadro di questa valutazione, il Comitato formula cinque note, di cui la più alta è la A, che significa che le misure adottate dagli Stati per attuare le raccomandazioni sono molto soddisfacenti, e la più debole è la nota “E” per i paesi che non rispettano tali raccomandazioni o le respingono.
Da ricordare che i membri del Meccanismo nazionale per la prevenzione della tortura sono stati insediati in occasione della prima Assemblea generale del CNDH nell'ottobre 2019. Il Meccanismo ha iniziato i suoi compiti e lavora quotidianamente e costantemente sul suo programma d’azione e sulla sua strategia. 

mercoledì 18 dicembre 2019

L'Unione delle Comore ha aperto consolato generale a Laayoune in Sahara Marocchino


L'Unione delle Comore ha aperto mercoledì suo consolato generale a Laayoune in sud del Marocco. 
La cerimonia d'inaugurazione è stata presieduta dal ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all'Estero, Nasser Bourita, e dal suo omologo comoriano, Souef Mohamed El Amine.
In una dichiarazione alla stampa, il console generale dell'Unione delle Comore a Laayoune, Sayed Omar Sayed Hassan, ha accolto con favore le relazioni “fraterne” tra il Regno del Marocco e l'Unione delle Comore, sottolineando che tali relazioni risalgono agli inizi dell'indipendenza delle Comore.
È un “onore per l'Unione delle Comore d’aprire un consolato generale nella “capitale del Sahara marocchino", ha detto Sayed Hassan, aggiungendo che “l'apertura di questo consolato conferma la marocchinita del Sahara e i legami fraterni tra i nostri due paesi”.
Il diplomatico comoriano ha invitato tutti i paesi africani a seguire l'esempio del suo paese e aprire rappresentanze diplomatiche nelle città del Sahara marocchino dicendo: “Auspico che altri paesi amici e fratelli del Marocco seguano l'esempio dell'Unione delle Comore per dimostrare la loro solidarietà e fraternità nei confronti dei nostri fratelli marocchini e il loro riconoscimento per tutto ciò che il Regno del Marocco apporta ai nostri paesi e ovunque in Africa”.
La cerimonia di apertura si è svolta in presenza del Wali della regione di Laayoune Saguia El Hamra, Governatore delle province di Boujdour, Abdeslem Bekrate, e dei governatori di Tarfaya e Smara, del presidente della regione, Sidi Hamdi Ould Errachid, degli eletti della regione e dei rappresentanti delle organizzazioni della società civile.
Da ricordare che la Costa d'Avorio ha aperto, in giugno scorso, un consolato onorario nella stessa città, mentre Gambia ha recentemente annunciato la prossima apertura del suo consolato a Dakhla.


venerdì 13 dicembre 2019

Marocco. Il Re Mohammed VI nomina Commissione del Nuovo Modello di Sviluppo


Il Re Mohammed VI ha nominato, giovedì 12 dicembre, i membri della commissione incaricata del Nuovo Modello di Sviluppo, presieduta da Chakib Benmoussa, nominato il 19 novembre scorso.

Oltre al presidente, la Commissione è composta da 35 membri con alti percorsi accademici e professionali pluralistici e un'importante conoscenza della società marocchina e delle questioni politiche, economiche e sociali, culturali e ambientali. La Commissione mobilita competenze marocchine che operano sia in Marocco che a livello internazionale, attive e impegnate nei settori pubblico, privato o della società civile.
Conformemente agli Alti orientamenti Reali, la Commissione dovrà sin da ora esaminare con franchezza, audacia e obiettività lo stato della situazione alla luce dei risultati conseguiti dal Regno, delle riforme avviate, delle aspettative dei cittadini, del contesto internazionale attuale e dei suoi futuri sviluppi. Entro l’estate prossima, la commissione presenterà all’Alta Valutazione di Sua Maestà il Re le principali modifiche auspicabili e le iniziative concrete in grado di adeguare il modello di sviluppo.
Nel corso dei suoi lavori, la Commissione opererà nel quadro di un approccio partecipativo e inclusivo per favorire il più ampio coinvolgimento.

Composizione della Commissione speciale sul Modello di Sviluppo:
Oltre al presidente Chakib Benmoussa, la commissione è composta da 35 membri, di cui l'elenco comunicato dal Gabinetto Reale:

ADDIOUI Adnane: Co-fondatore di “Moroccan Center for Innovation and Social Entrepreneurship” e della piattaforma "Wuluj" relativa alla partecipazione al finanziamento di progetti creativi e innovativi.
BENALI Laila: Esperto internazionale in strategia energetica e sostenibilità. Economista, direttrice della strategia, dell’economia e della sostenibilità all’APICORP. Presidente dell'Arab Energy Club.
BENMOUSSA Mohamed: Economista, ex amministratore del Consiglio deontologico dei Valori Mobiliari, Vicepresidente dell’associazione Damir.
AGHZADI Rajae presidente dell’Associazione marocchina “Cuore delle Donne”.
AMRANI BOUKHOBZA Mohamed: Rettore della facoltà di diritto di Tetouan.
BENLYAZID Farida: Regista e sceneggiatore.
BENZINE Rachid: Professore universitario all’Università Cattolica di Lovanio e alla Facoltà di Teologia protestante di Parigi.
BOUCHIKHI Hamid: Esperto in imprenditoria e innovazione manageriale. Presidente di Sol Bridge International School of Business con sede a Daejeon, Corea del Sud. Membro dell’Istituto marocchino di intelligenza strategica.
BOUNFOUR Ahmed: Professore universitario, titolare della cattedra europea di gestione dell’immateriale all’Università di Parigi Sud.
CHAFIL Raja: Direttrice del Centro di competenza in materia di cambiamento climatico 4C-Marocco, incaricato di sostenere le politiche climatiche in Marocco e in Africa.
CHAMI Ahmed Reda: Ex ministro. Ex ambasciatore. Presidente del Consiglio economico, sociale e ambientale.
EL AOUFI Noureddine: Professore di Scienze Economiche, Università Mohammed V di Rabat. Presidente dell’Associazione Marocchine delle Scienze Economiche.
EL KADIRI Rita: Direttrice generale della Fondazione "Zakoura" per l’istruzione, incentrata sull’innovazione sociale.
EL KAMOUNY Khadija: Ingegnere, capo progetto alla MASCIR, specializzato nello sviluppo verde.
FIKRAT Mohamed: Direttore d'impresa; Presidente della Commissione per gli investimenti e la competitività della CGEM.
GUERRAOUI Rachid: Professore e direttore del Laboratorio di Algoritmica, presso la Scuola Politecnico di Losanna, e l’Università Mohammed VI politecnico.
HILALE Narjis: Professore all’International University Geneva dedicato alle questioni dell’intelligenza artificiale e dello sviluppo delle capacità delle donne.
HIMMICH Hakima: Professore in medicina; membro del CESE, membro del CESE, attore associativo nel settore della salute.
JAIDI Larbi: Economista e professore universitario. Senior Fellow al Policy Center for the New South.
JETTOU Driss: Ex Primo Ministro, Presidente della Corte dei Conti.
JOUMANI Ahmed: Sociologa specializzato nella cultura Hassani, dedicato allo sviluppo territoriale.
KSIKES Driss: Scrittore, drammaturgo e direttore di Economia, Centro di ricerca di HEM.
LAHLOU EL YACOUBI Ghita: Direttrice della Scuola centrale di Casablanca. Presidente e co-fondatrice del Movimento "Cittadini".
LAROUI Fouad: Scrittore e professore universitario presso la facoltà di scienze umane all’Università di Amsterdam.
MACHATE Khalid: Esperto in Trasformazione Digitale, Gestione dell'Innovazione Imprese, Tecnologie Disruptive e Smart Cities.
MIRAOUI Abdellatif: Ex presidente dell'Università Cadi Ayyad a Marrakech, professore delle università all'Università di Tecnologia di Belfort Montbéliard (UTBM) - Francia
OMARY Noureddine: Ispettore delle Finanze. Ex presidente della BCP. Ex Segretario generale del Ministero dell’economia e delle finanze. Incarico di Missione al Gabinetto Reale.
OUHAJOU Lakbir: Docente - ricercatore in geografia all’Università di Agadir. Esperti nello sviluppo territoriale e degli Oasi
RACHIK Hassan: Antropologo, Sociologo e professore all'Università Hassan II di Casablanca.
SAADANI Youssef: Economista, ex dirigente di Bank Al Maghrib. Direttore degli Studi Economici presso la Cassa Depositi e Gestione.
SLAOUI BENNANI Saadia: Presidente direttrice generale di uno studio di consulenza; presidente della Commissione "Impresa dei cittadini" della CGEM.
TAZI Karim: Uomo d’affari, attore associativo e amministratore di società.
TERRAB Mostafa: Direttore generale del gruppo OCP.
TOZY Mohamed: Esperto sociologo, Professore delle Università di Scienze Po Aix-en-Provence. Presidente dell’Associazione Targa Aid.
ZAOUI Michael: Banchiere d’Affari a Londra ed ex vicepresidente di Morgan Stanley.


lunedì 18 novembre 2019

Sindaco di Hoceima presidente CGLU – Mondo. Ben valorizzato il modello marocchino di governance locale


Il Marocco è stato eletto, nella persona di Mohamed Boudra sindaco della città marocchina  Al-Hoceima, a capo dell’Organizzazione Città e Governi Locali Uniti (CGLU - Mondo), avvenuta in occasione del vertice mondiale di CGLU che si è concluso venerdì 15 novembre a Durban in Sudafrica.
L’elezione di Boudra è avvenuta per acclamazione dopo il ritiro nel voto finale del candidato russo sindaco di Kazan, Ilsur Metshin. Al primo turno, giovedì, Boudra aveva ottenuto 100 voti su 221, contro 66 per il russo Metshin e 55 per il portoghese Fernando Medina, sindaco di Lisbona. Il candidato spagnolo, Ada Colau, sindaca di Barcellona, si era ritirata.
Si tratta di un chiaro riconoscimento della politica avviata da venti anni dal Re Mohammed VI per il rafforzamento della democrazia locale; la promozione del decentramento e la regionalizzazione avanzata; l’ammodernamento urbano e rurale e di riduzione delle disparità territoriali, allo scopo di garantire la giustizia territoriale e di garantire alle collettività locali le possibilità di uno slancio economico e sociale e di raggiungere gli obiettivi di sviluppo in tutti i settori.
La città di Al-Hoceima, infatti, è una delle espressioni di questa dinamica di sviluppo locale che il Marocco sta estendendo con l’obiettivo di collegare l’intero territorio nazionale al processo di accelerazione economica, di adeguamento territoriale e di generalizzazione dei servizi sociali a livello di istruzione, sanità, cultura e infrastrutture. Cosi, con il programma “Al-Hoceima, Manarat Al-Moutawassit” di 6,5 miliardi di Dirham, lanciato dal Re Mohammed VI nel 2015, questa città gode di un notevole slancio per diventare un vero polo economico e culturale e in una destinazione attraente per gli investimenti. La dinamica marocchina di sviluppo ha stimolato interesse a livello internazionale, in particolare da parte dei paesi africani che hanno sostenuto la candidatura del Marocco alla presidenza di CGLU – Mondo. “é un riconoscimento”, secondo Boudra, “degli sforzi e del ruolo del Marocco in materia di cooperazione Sud-Sud e Nord-Sud”.
Il Marocco con successo aveva organizzato sotto il patrocinio del Re Mohammed VI l'8° Summit Africities a novembre 2018 che ha visto la partecipazione di oltre 8 mila leader territoriali di diversi paesi dell'Africa e del mondo e ha riflesso una nuova immagine positiva di un'Africa fiduciosa che aspira a un futuro migliore.
In un momento chiave per la realizzazione della sua agenda dello sviluppo, il congresso mondiale ha nominato la sindaca di Barcellona Inviata speciale delle città alle Nazioni Unite, riconoscendo anche la sua leadership assunta negli ultimi anni su questioni come il diritto alla casa, la lotta contro le disuguaglianze e la difesa dei diritti umani.
Con circa 3000 delegati provenienti da diverse regioni del mondo, il vertice mondiale delle città e dei governi locali uniti è considerato il più grande raduno mondiale di leader locali e regionali e di attori interessati agli affari locali.
L’UCLG, la principale rete mondiale di città riunisce più di 240mila enti locali, metropolitani, provinciali e regionali di 140 paesi, offre l'opportunità di discutere questioni di sviluppo sostenibile a livello locale, regionale e globale, la sua voce è sempre più riconosciuta e ascoltata da altre amministrazioni statali e organizzazioni internazionali. 

lunedì 11 novembre 2019

"La bandiera del Marocco non si tocca"! Manifestazione a Parigi


Domenica 10 novembre la Place dei diritti umani di Trocadero a Parigi si è sfilata di rosso, colore della bandiera marocchina. Erano in migliaia i marocchini venuti da diverse regioni francesi e dall'Europa per celebrare la bandiera nazionale in occasione del 44esimo anniversario della Marcia Verde.
In un clima di festa, con la bandiera nazionale a mano, si sono dati appuntamento a Parigi per manifestare il loro indiscusso attaccamento ai simboli sacri del loro paese d'origine e per denunciare la profanazione dell'emblema nazionale avvenuta il 26 ottobre scorso, in una piazza parigina da individui provenienti dal Rif.
"Stiamo celebrando la nostra bandiera nazionale che è stata per i 350mila volontari pacifici della Marcia Verde un tratto di unione e una forza unionista per liberare le nostre province del sud" dal colonialismo spagnolo nel 1975, ha dichiarato Said Laatiriss, presidente dell'associazione Dynamic Marocco, promotrice con diverse associazioni di questo grande raduno. "Con nostro presidio di oggi, riviviamo questa sacra unione e rinnoviamo il nostro giuramento per un Marocco unito e indivisibile sotto la guida illuminata del nostro Re", ha continuato Laartiriss.
Per Simon Skira, segretario generale della Federazione francese dell'Ebraismo Marocchino, la bandiera marocchina è un simbolo "sacro" al quale nessuno può attaccare". "Viva Sua Maestà il Re Mohammed VI e Dio protegga tutta la famiglia Reale", ha detto.
Dalla sua parte il Consiglio della Comunità Marocchina all'Estero (CCME) ha condannato con la massima fermezza “il comportamento vile di alcuni individui che hanno bruciato la bandiera nazionale durante un presidio organizzato a Parigi il 26 ottobre 2019”, affermando che si tratta di un "reato di blasfemia alla sacralità della sovranità nazionale e di un'offesa alla dignità di tutti i marocchini ovunque siano".

giovedì 7 novembre 2019

Marcia Verde. Sviluppo economico continua in Sahara


La Marcia Verde è un simbolo assoluto della simbiosi che unisce il Trono e il popolo marocchino
Il Regno del Marocco ha celebrato il 06 novembre 2019 il 44esimo anniversario della Marcia Verde, organizzata in risposta all'appello del defunto Re Hassan II nel 06 novembre 1975, in cui 350.000 volontari pacifici si sono mobilitati sul livello nazionale per raggiungere il territorio marocchino detto impropriamente “Sahara spagnolo o Sahara Occidentale” occupato dalla Spagna. La storica Marcia Verde, salutata da tutto il mondo, rimarrà per sempre nella memoria collettiva dei marocchini come evento storico di lotta per l’indipendenza e il completamento dell’integrità territoriale. L’evento rispecchia la forte coesione tra il Trono Alauita e il popolo marocchino, nonché la loro unanimità intorno alle costanti e ai valori sacri della nazione.
Da segnalare che in via pacifica e di dialogo la Spagna, firmando l’Accordo di Madrid con il Marocco, ha deciso di ritirarsi subito dai territori meridionali marocchini.

Sviluppo continuo in Sahara …
Oggi, il territorio lasciato dall’occupazione spagnola con zero investimento, ha raggiunto un gigantesco sviluppo economico e sociale, infatti, sono in corso con determinazione su tutti livelli, le azioni principalmente prioritarie di sviluppare ancora questa regione. Secondo il Ministero dell’Economia e della Finanza, il programma di sviluppo delle province meridionali iniziato negli ultimi due anni con 87 progetti completati con un costo complessivo di oltre 7 miliardi di DH. Gli investimenti statali passeranno da 77 a 81 miliardi di Dh entro 2020. Alla fine del 2018 il loro tasso di esecuzione è stato superiore al 70 per cento.
In questi anni il Sahara ha conosciuto uno sviluppo grandioso su tutti gli aspetti: sviluppo delle città grazie alla raggruppamento della popolazione, la costruzione di un’infrastruttura di base moderna e la realizzazione di progetti economicamente produttivi per la popolazione locale. Le aziende internazionali e le multinazionali si fidano del potenziale economico delle province meridionali. Non è per caso, per esempio, l’apertura di un nuova ristorante Mc Donald's di Laayoune nel 2017, mentre il nuovo porto atlantico di Dakhla, di un budget di 96 milioni di dollari, creerà 183.000 posti di lavoro entro 2030 e costituirà un punto di svolta per gli scambi con l’Africa e l’America latina. Oggi le province del sud, servite da diverse compagnie aeree internazionali, sono diventate una meta turistica famosa, attraendo grandi conferenze e manifestazioni a portata regionale e internazionale come il Forum Crans Montana.

Sahara trait d’union tra Marocco e Africa sub-sahariana
“Il Sahara marocchino è la porta del Marocco verso l’Africa sub-sahariana”, e costituisce un vero e proprio trait d’union tra Marocco e il resto dell’Africa dal punto di vista geografico, umano ed economico, ha affermato mercoledì il Re Mohammed VI in occasione della festa di Marcia Verde. Il Marocco occupa tuttavia un posto di primo piano in Africa, in campo economico, politico, culturale e religioso, ha aggiunto il Re Mohammed VI, esprimendo la sua determinazione a erigere il Regno come attore chiave della costruzione dell'Africa di domani. Ciò attraverso il costante rafforzamento delle relazioni umane, economiche e politiche che uniscono Marocco ai paesi africani.

Il Gran Magreb soffre dello statu-quo
A livello del Maghreb, il Sovrano ha riaffermato l’impegno del Marocco a instaurare relazioni sane e solide con gli altri Stati magrebini. “Alla luce delle opportunità e della posta in gioco che essa comporta, la situazione attuale nella regione e nel Mediterraneo sollecita la nostra attenzione e ci induce ad intraprendere un’azione costruttiva”. Il Re Mohammed VI spiega che “la gioventù magrebina esige da noi la creazione di uno spazio aperto, propizio all’interazione e allo scambio”, mentre il settore degli affari esige che le siano garantite condizioni favorevoli al suo sviluppo. “Allo stesso modo, i nostri partner, in particolare europei, hanno bisogno di un socio efficace”, “i nostri fratelli d’Africa subsahariana attendono che i nostri paesi contribuiscano a realizzare i programmi e ad affrontare le grandi sfide del continente” e, infine, “i nostri fratelli arabi desiderano che il Gran Magreb si associ alla costruzione di un nuovo ordine arabo”, ha sottolineato il Sovrano.
 “Le speranze e le aspettative sono enormi; le sfide sono numerose e complesse. Tuttavia, si può deplorare che alcuni non ne misurino l’importanza”, ha proseguito il Re per il quale “il nostro nemico comune risiede nell’immobilismo e nel basso livello di sviluppo che ancora conoscono i nostri cinque popoli”. I paesi maghrebini sono Marocco, Mauritania, Tunisia, Libia ed Algeria.

l’Iniziativa di autonomia del Sahara è la concreta soluzione ricercata dall’ONU
Al livello dell’ONU, il Sovrano ha insistito sull'impegno del Regno a difendere la sua integrità territoriale e la sua piena adesione al processo dell'ONU per la risoluzione di questa disputa regionale, ricordando le basi che hanno sempre guidato l'azione del Marocco.
Il Sovrano ha sottolineato che lo slancio del 1975 continua ancora oggi, concretizzato dal suo impegno a portare a termine lo sviluppo di tutte le regioni del Regno, comprese quelle del sud.
E sulla questione dell’integrità territoriale del paese e della sua piena sovranità sui suoi territori, Mohammed VI ha ricordato i principi fondamentali che animano il Marocco. Sulla Marocchinità del Sahara, il Marocco ha sempre mostrato una posizione chiara, ispirata da una fede incrollabile nella giustezza della sua causa e nella legittimità dei suoi diritti. Poi ha evidenziato che, in linea con il processo politico dell'ONU e con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza, il Marocco continuerà a lavorare con sincerità e buona fede per giungere a una soluzione politica, realistica, pragmatica e consensuale.
Il Re ha inoltre messo in risalto che l’iniziativa di autonomia proposta dal Regno e ampiamente accolta dalla comunità internazionale resta l’unica base di negoziazione. Seria, credibile, equa nei suoi orientamenti, l’Iniziativa di autonomia costituisce la traduzione concreta della soluzione ricercata. Infatti, è l’unica via possibile per giungere a una soluzione del conflitto, nel pieno rispetto dell’unità nazionale e dell’integrità territoriale del Regno. Questa prospettiva si è rafforzata dal fatto che un numero sempre crescente di paesi (oltre 163 ad oggi) non riconosce l’entità fittizia della “RASD” basata in Algeria. “L’Iniziativa di autonomia è sostenuta anche dai partenariati e dagli accordi che legano le grandi potenze e un certo numero di paesi fratelli e amici al nostro paese e che coprono tutte le sue regioni, comprese le province del Sud”, ha sottolineato il Re.

venerdì 25 ottobre 2019

CLASSIFICA MONDIALE DOING BUSINESS. IN 9 ANNI MAROCCO PASSA DAL 128 AL 53° POSTO


Il Marocco che era nel 2010 al posto 128 ha raggiunto il 53esimo posto di 190 paesi nel mondo nella classifica “Doing Business 2020” della Banca Mondiale, pubblicata giovedì 24 ottobre a Washington. “Questo avanzamento segna un progresso significativo nella realizzazione dell'obiettivo del Marocco di raggiungere la top 50 delle maggiori economie del mondo entro il 2021”, fa sapere il Dipartimento del Capo di Governo.
Cosi, il Marocco mantiene il primo posto nel Maghreb e in Nord Africa, e si colloca al terzo posto tra i paesi della regione del Nord Africa e del Medio Oriente MENA, dietro gli Emirati Arabi Uniti 16° e davanti all'Arabia Saudita 62° ed Egitto 114°.
A livello del continente africano, il Marocco mantiene la terza posizione dietro le isole Maurizio, che si classifica al tredicesimo posto mondiale, Ruanda 38°, e davanti a Sudafrica 84° e Nigeria 131°. “Il risultato positivo del Marocco è dovuto all'adozione di una serie di importanti misure e riforme legate agli affari e alle attività delle imprese marocchine, che rientrano nel quadro del programma di lavoro del Comitato nazionale dell'ambiente di affari (CNEA)”, sottolinea il comunicato.
La segreteria del CNEA ha inoltre svolto un ruolo importante nella presentazione agli esperti della Banca mondiale delle riforme introdotte per migliorare il clima imprenditoriale in Marocco, principalmente quelle legate allo sviluppo di quadri giuridici e regolamentari per le imprese, nonché alla semplificazione e alla digitalizzazione di una serie di procedure amministrative legate al ciclo di vita degli affari, oltre alla creazione di piattaforme elettroniche per i servizi e gli sportelli unici.
Le riforme della legge relativa alle varie società sia quelle anonime e le società con nome collettivo, in accomandita semplice, in accomandita per azioni, a responsabilità limitata e la società in partecipazione, figuravano tra le riforme importanti entrate in vigore nel corso dell’anno.
Queste riforme hanno permesso di rafforzare la protezione degli investitori minoritari e di stabilire il principio di trasparenza e di buon gouvernance basato sulle norme internazionali in questo settore. Di conseguenza, la classifica del Marocco nell'indice di protezione degli investitori minoritari è passata dal 64esimo posto al 37esimo.
Inoltre, il Marocco si è classificato 16esimo a livello mondiale per quanto riguarda l'indice di rilascio delle licenze di costruzione edile, lanciando una nuova versione della piattaforma online per la gestione digitale delle licenze.
La classifica marocchina nell'indice di connessione alla rete elettrica 34° a livello mondiale rispetto a 59 dell'anno scorso è migliorata anche grazie all'agevolazione del collegamento elettrico delle imprese a Casablanca attraverso il lancio di una piattaforma elettronica, denominata “e-Collegamento”, per la presentazione e il monitoraggio delle domande di connessione in media tensione e lo sviluppo dell'utilizzo dei posti di trasformazione prefabbricati.
Il rapporto della Banca Mondiale menziona altresì una serie di altre riforme che hanno contribuito al miglioramento del clima imprenditoriale in Marocco e della sua classificazione internazionale, in questo caso cita:
- L'introduzione di un sistema automatizzato per l'attribuzione degli affari ai giudici e la pubblicazione di rapporti sulla performance dei tribunali, ciò che ha agevolato l'esecuzione dei contratti e ha permesso al Marocco di raggiungere il 60° posto a livello mondiale;
- L'introduzione di un sistema di pagamento online dei diritti portuali, la soppressione delle procedure di transito su supporto cartaceo e l'estensione dell'orario di lavoro nel porto, che ha accelerato le operazioni di commercio transfrontaliero e portato il Marocco alla 58° posizione mondiale;
- La riduzione del tasso d'imposta sulle imprese mediante l'adozione di un sistema progressivo di imposizione delle imprese, che ha permesso il paese di raggiungere il 24esimo posto a livello mondiale dell'indice di prestazione fiscale.
Con questo risultato, il Marocco ha compiuto un grande passo avanti verso la realizzazione dell’obiettivo fissato dal programma governativo di far rientrare il paese tra le 50 migliori economie del mondo in materia di miglioramento del clima imprenditoriale entro il 2021.
In tale prospettiva, sono in corso ulteriori riforme, come la creazione di un registro nazionale per le garanzie mobiliari nel quadro dell’attuazione della legge sulle garanzie, che consentirà alle PME di accedere ai finanziamenti necessari e di migliorare la classificazione del Marocco nell’indice di accesso al finanziamento.
La performance marocchina è il risultato di una politica aperta d’investimento guidata dal Re Mohammed VI per mettere il Marocco in via della buona economia a caratteri sociale ed umano, terra d’opportunità di business ed il risultato di un miglioramento profondo della gouvernance pubblica e della lotta contro le differenti forme di prevaricazione e di abuso particolarmente nei permessi di costruzione e nei pagamenti delle tasse.
Il rapporto “Doing Business” cerca di misurare le performance di 190 paesi in materia di facilitazione degli affari valutando la legislazione e le procedure amministrative adottate in dieci diversi settori del ciclo di vita dell'impresa, vale a dire la creazione di imprese, il commercio transfrontaliero, il pagamento di tasse e imposte, le licenze di costruzione, il collegamento all'elettricità, il trasferimento di proprietà, l'accesso al finanziamento, l'esecuzione di contratti, la protezione degli investitori, nonché la gestione di questioni delle imprese in difficoltà.




mercoledì 16 ottobre 2019

PER MOTIVI UMANI IL RE MOHAMMED VI GRAZIA RAISSOUNI CONDANNATA PER ABORTO ILLEGALE


Il Re Mohammed VI del Marocco ha concesso la Grazia alla signorina Hajar Raissouni, condannata a una pena detentiva e ancora oggetto di procedimenti giudiziari, indica un comunicato del Ministero della Giustizia.
Questa Grazia Reale è motivata dalla dimensione umana e s’inserisce nel quadro della compassione e della clemenza riconosciute al Sovrano e della sua preoccupazione del Re di preservare il futuro dei due fidanzati che contavano fondare una famiglia conformemente ai precetti religiosi e alla legge, nonostante l’errore che avrebbero commesso e che ha condotto a tale procedimento giudiziario, aggiunge il comunicato. In questo stesso contesto, il Re ha, inoltre, voluto concedere la Grazia anche al fidanzato di Raissouni e alla squadra medica condannati in questa causa giudiziaria.
Da osservare che nel caso dell’arresto di Raissouni è stato sorprendente che alcune parti straniere si intromettano nei fatti che riguardano la società marocchina. Il Marocco, da parte sua, non ha la consuetudine di condurre ingerenze nei fatti sociali di altri paesi.
La giornalista Raissouni era stata condannata a un anno di carcere per aborto illegale e relazione sessuale extramatrimoniale insieme al cittadino sudanese Amin Rifaat, un medico e suoi assistenti, all’uscita di uno studio medico della capitale marocchina, Rabat.
La legge marocchina consente di interrompere la gravidanza solamente quando la vita della moglie è in pericolo e se il marito lo acconsente.

venerdì 8 febbraio 2019

APPROVATA LA LEGGE DEL SERVIZIO MILITARE IN MAROCCO. SONO CHIAMATI ALLA LEVA 10MILA GIOVANI


Il Consiglio dei ministri marocchino ha approvato, ieri, due progetti di decreto relativi al settore militare e all'applicazione di disposizioni della legge 44 - 18 relativa al servizio militare.
Questi due progetti mirano rispettivamente a fissare le modalità di censimento, di selezione e d'arruolamento degli interessati e delle interessate al servizio militare e la procedura per l'esenzione da questo servizio, come la procedura di dichiarazione spontanea di pronta disponibilità che permette alle persone di sesso femminile ed ai Marocchini che risiedono all'estero di riempire da loro iniziativa il formulario di censimento. È stata approvata anche l'indennità speciale per i reclutati nella zona sud del paese ed il salario e le indennità decise a favore degli agenti di riserva che saranno assunti di nuovo.
Nel quadro dell'attuazione della legge relativa al servizio militare, il Re Mohammed VI, in qualità di capo di stato maggiore generale delle Forze Armate Reali (FAR), ha dato le sue alte istruzioni affinché il numero degli chiamati al servizio militare raggiunga 10.000 unità durante 2019 poi portare questo numero  a 15.000 durante l'anno prossimo.

martedì 29 gennaio 2019

VENEZUELA – MAROCCO. COLLOQUIO TRA JUAN GUAIDO E MINISTRO DI MAE BOURITA


Nasser Bourita, ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale del Marocco, ha avuto un colloquio telefonico, il 29 gennaio 2018, con Juan Guaido, presidente de l’Assemblea Nazionale di Venezuela, a richiesta di quest’ultimo.
Bourita, oltre a far conoscere al suo interlocutore la massima attenzione con la quale  il Regno del Marocco segue gli sviluppi in corso in Venezuela, ha espresso a Juan Guaido il sostegno del Regno del Marocco a tutte le azioni prese per rispondere alle aspirazioni legittime del popolo venezuelano nella democrazia e nel cambiamento.
Dalla sua parte, Guaido ha espresso la sua volontà di rilanciare, su basi sani e serene, le relazioni di cooperazione tra Marocco e Venezuela, e levare gli ostacoli che hanno potuto inquinare la loro evoluzione.

martedì 20 novembre 2018

Rafforzamento di partenariato strategico tra i Regni del Marocco e della Spagna era al centro dei colloqui di Pedro Sanchez a Rabat


Il rafforzamento del partenariato strategico tra i Regni del Marocco e della Spagna era al centro dei colloqui di Pedro Sanchez, Capo del governo spagnolo, che ha effettuato la sua prima visita al Marocco il 19 novembre 2018.
Secondo il comunicato del Gabinetto Reale, Pedro Sanchez è stato ricevuto dal Re Mohammed VI nel Palazzo Reale di Rabat: “L'udienza accordata al Capo dell'Esecutivo spagnolo è stata l'occasione di esaminare i vari aspetti delle relazioni bilaterali nelle sue componenti politiche, economiche, della sicurezza e culturali. Le questioni regionali ed internazionali sono state al menu di queste colloqui”.
Durante quest'udienza, il Re ed il Presidente del Governo spagnolo si sono accordati sulla necessità di impulsare maggiormente le relazioni bilaterali consolidando la concertazione politica e dando più dinamismo al partenariato economico concreto rafforzando in particolare il ruolo del settore privato.
 “Sul piano regionale, dopo aver rilevato l'eccellenza delle relazioni tra i due paesi e la convergenza delle vedute circa tutte le questioni affrontate, Sua Maestà il Re ed il Presidente del Governo spagnolo si sono rallegrati per il livello della cooperazione tra i due paesi di fronte alle multiple sfide riguardanti lo sviluppo, la sicurezza e la stabilità in Africa, in Mediterraneo ed in Medio Oriente”, fa sapere il comunicato.
All’udienza hanno assistito dalla parte spagnola, il Ministro dell’Interno, Fernando Grande Marlaska, l'ambasciatore di Spagna a Rabat, Ricardo Diez  Hochleitner, ed il segretario generale degli Affari internazionali alla Presidenza del governo, José Manuel Albares, mentre dalla parte marocchina, hanno assistito il consigliere del Re, Fouad Ali El Himma, il Ministro dell’Interno, Abdelouafi Laftit, il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Nasser Bourita, e l'ambasciatore di Sua Maestà il Re a Madrid, Karima Benyaich.


mercoledì 7 novembre 2018

Il Re Mohammed VI: Marocco pronto al dialogo diretto e franco con Algeria e propone commissione politica congiunta ad hoc


In occasione del 43emo anniversario del Marcia Verde che portò alla liberazione del Sahara dal colonialismo spagnolo nel 1975, il Re Mohammed VI ha dichiarato, martedì, la disposizione del Regno Marocchino “al dialogo diretto e franco” con l'Algeria e ha proposto la creazione di un meccanismo politico congiunto di dialogo e di consultazione per superare “le vertenze congiunturali” che ostacolano lo sviluppo delle relazioni bilaterali.
Il Sovrano ha ricordato che dal suo accesso al Trono, ha sempre chiamato “con sincerità e buona fede” all'apertura delle frontiere tra i due paesi ed alla normalizzazione delle relazioni marocco-algerine, precisando che “il livello di rappresentazione nell'ambito di questa struttura, il suo formato, la sua natura sono da stabilire di comune accordo” e che “il Marocco è aperto a eventuali proposte ed iniziative dell'Algeria per disinnescare il blocco nel quale si trovano le relazioni tra i due paesi vicini fratelli”.
Il meccanismo politico proposto dal Re Mohammed VI “dovrà impegnarsi ad esaminare tutte le questioni bilaterali, con franchezza, obiettività, sincerità e buona fede, senza condizioni né eccezioni, secondo un ordine del giorno aperto”, e potrà costruire “il quadro pratico di una cooperazione, centrata sulle diverse questioni bilaterali”, in particolare quella che riguarda la valorizzazione delle opportunità e dei potenziali di sviluppo della regione del Magreb. Il ruolo di questo meccanismo sarà anche di contribuire “al rafforzamento della concertazione e del coordinamento bilaterali per permettere di rilevare efficacemente le sfide regionali ed internazionali”, precisamente quelle “legate alla lotta antiterrorista ed alla problematica migratoria”. A questo punto il Sovrano ha ribadito il suo impegno ad operare insieme con gli algerini, “in un totale rispetto delle istituzioni nazionali del loro paese”.
D'altra parte, il Sovrano ha deplorato “lo stato di divisione e di discordia che imperversa attualmente in seno dello spazio magrebino”, opposto in modo flagrante ed insensato con ciò che unisce i popoli della regione: legami di fraternità, l'identità di religione, la lingua e la Storia ed il destino comune. Tale stato è in contrasto con l'ambizione di concretizzare l'ideale unitario magrebino, che animava la generazione della liberazione ed l'indipendenza, ambizione che si è incarnata nel 1958 con la Conferenza di Tangeri (nascita dell’Unione del Maghreb Arabo). In questo contesto, il Sovrano ha ricordato che l'appoggio apportato dal Regno alla Rivoluzione algerina aveva contribuito a rafforzare le relazioni tra il Trono marocchino e la Resistenza algerina ed era anche “un elemento fondatore della coscienza e dell'azione politica maghrebina comune”.
“Per lunghi anni, durante e fino al ristabilimento dell'indipendenza, fianco a fianco, ci siamo sollevati contro il colonizzatore in un combattimento comune; e ci conosciamo perfettamente. D'altra parte, numerose sono le famiglie marocchine ed algerine che condividono legami di sangue e di parentela” e che l'interesse dei due popoli risiede “nella loro unità, la loro complementarità, la loro integrazione; e niente bisogno che una parte terza gioca, tra noi, intercessori o mediatori”. “Tuttavia, dobbiamo dare prova di realismo e convenire che le relazioni tra i nostri due paesi sfuggono alla normalità, creando, di fatto, una situazione inaccettabile”.
Nello stesso discorso il Re ribadisce l'attaccamento del Marocco da difendere la sua integrità territoriale con la stessa chiarezza e lo stesso senso dell'impegno responsabile, sia sul livello dell'ONU che a livello interno. “Questa chiarezza di cui ci prevaliamo è illustrata con i principi ed i referenziali immutabili che costituiscono la base della posizione marocchina, ciò che abbiamo definito nel discorso che abbiamo pronunciato in occasione del quarantaduesimo anniversario del Marcia Verde. Sono questi stessi fondamentali che hanno costantemente guidato la nostra azione fino ad oggi”, ha detto il Sovrano.
Questa chiarezza si manifesta anche con la fermezza ed il rigore estremi di cui diamo prova contro ogni abuso che potrebbe pregiudicare i diritti legittimi del Marocco o corrompere il processo di regolamento, dei termini di riferimento fissati. “Quanto all'ambizione che ci anima in materia”, si trova rispecchiata nella collaborazione sincera del Marocco con il Segretario generale delle Nazioni Unite, come pure nel sostegno apportato agli sforzi del suo Inviato personale per mettere le basi di un processo politico serio e credibile.
Si manifesta anche attraverso le iniziative costruttive del Marocco e la sua palpabile attenzione agli appelli internazionali lanciati per trovare una soluzione politica duratura, realistica, di spirito di compromesso e che si iscrive nel quadro dell'iniziativa d'autonomia” del Sahara marocchino proposta per risolvere il conflitto regionale del Sahara. Il Re Mohammed VI rileva in questo senso che il Marocco “è fermamente persuaso della necessità che, dai loro sforzi instancabili per consolidare la nuova dinamica, le Nazioni Unite traggano lezioni ed esperienze del passato ed evitino in particolare i blocchi e le insufficienze che hanno macchiato “il processo di Manhasset”.
Sul livello interno, il Sovrano sottolinea che il Marocco continuerà ad operare “per mettere fine alla politica di concessione di redditizio e di privilegi, per rifiutare ogni forma d'estorsione prendendo pretesto dell'integrità territoriale del Regno e per respingere la sua strumentalizzazione”. “Inoltre, noi non risparmiamo alcuno sforzo per garantire lo sviluppo delle nostre province del Sud, nel quadro del nuovo modello di sviluppo, poiché vogliamo che il Sahara Marocchino si ricollega alla sua vocazione millenaria: essere trait d’union tra Marocco e la sua profondità africana, geografica e storica”.
Parallelamente, prosegue il Sovrano, “l'attuazione operativa della regionalizzazione avanzata contribuisce a fare emergere una vera elite politica, che garantisce una rappresentazione democratica effettiva degli abitanti di Sahara e che, in un clima di libertà e di stabilità, li mette in capacità di esercitare il loro diritto ad una gestione autonoma dei loro affari locali e ad uno sviluppo integrato della loro regione”.
D'altra parte, il Re Mohammed VI ha sottolineato che l’avvio della Marcia Verde “ha segnato una svolta decisiva nella lotta continua per il completamento dell'integrità territoriale del paese”, notando che “questo percorso militante s’è caratterizzato da una simbiosi perfetta tra il Trono ed il popolo e per la sua natura pacifica che ha condotta al recupero progressivo delle nostre province del Sud”, Tarfaya (1958), Sidi Ifni (1969), Oued Eddahab (1979).
Quanto al ritorno del Marocco all’Unione africana, il Re Mohammed VI ha affermato che oltre alla volontà di marcare l’orgoglio d’appartenenza all'Africa, la decisione di reintegrare la sua famiglia istituzionale africana è stata motivata dall'adesione alla dinamica di sviluppo a favore nel Continente e affrontare le sue sfide multiple, senza rinunciare ai diritti legittimi del Marocco ed ai suoi interessi superiori.
Nello stesso discorso, il Sovrano si è rallegrato delle risoluzioni dell'ultimo vertice dei Capi di Stato e di governo dell'Unione africana, tenutasi a Nouakchott sulla questione del Sahara, “poiché sono in accordo con le posizioni ed i principi internazionali pertinenti”. “Questa posizione costruttiva, improntata di saggezza” e di lungimiranza, ha fatto fine con le numerose manovre che, nell'Unione africana, facevano perdere all'Africa ed ai suoi popoli un tempo prezioso, quello che avrebbe dovuto essere impiegato deliberatamente per promuovere lo sviluppo dei paesi africani e favorire la loro integrazione.
Il Sovrano ha ribadito che  il Marocco si impegnerà di sviluppare partenariati economici efficienti, generatori di ricchezza, con vari paesi e diversi raggruppamenti economici, compresa l'Unione europea. Però, ha precisato che “non ne accetteremo nessuno che potrebbe minacciare la nostra integrità territoriale”. Ci importa soprattutto che questi partenariati siano espressamente benefici, in primo luogo, alla popolazione di Sahara marocchino con un impatto positivo sulle loro condizioni di vita e permettendo loro di usufruire, all'interno della loro patria, di un clima di libertà e di dignità, ha concluso il Re.