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lunedì 20 gennaio 2020

BOLIVIA ROMPE I LEGAMI E SOSPENDE SUO RICONOSCIMENTO DALLA PSEUDO “RASD”


La Bolivia ha deciso di sospendere suo riconoscimento della pseudo “rasd” e di “rompere tutti i suoi legami” con l'entità fittizia, ha annunciato il ministero delle Relazioni Estere del paese sudamericano in un comunicato pubblicato ieri sul suo sito ufficiale. 
La Bolivia ha inoltre affermato che adotterà il principio della “neutralità costruttiva” nei confronti del conflitto artificiale intorno al Sahara marocchino e che “si adopererà d’ora in poi per sostenere gli sforzi compiuti nel quadro dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile, conformemente ai principi e agli obiettivi enunciati nella Carta delle Nazioni Unite”.
“La Bolivia è determinata a costruire una nuova relazione con il Regno del Marocco, basata sul rispetto reciproco della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale e sulla non ingerenza negli affari interni dei due paesi”, sottolinea il comunicato. 

venerdì 27 dicembre 2019

Marocco in cima alla classifica dei paesi che rispettano i diritti umani


L’attuazione del Meccanismo Nazionale per la Prevenzione della Tortura classifica il Marocco tra i cinque Paesi nel mondo in testa alla classifica del Comitato per i diritti dell’uomo nel monitoraggio d’attuazione delle raccomandazioni prioritarie.
Il Marocco, infatti, è classificato nella stessa posizione di Danimarca, Svezia, Argentina e Burkina Faso, in cima alla classifica del Comitato per i Diritti dell'Uomo delle Nazioni Unite per i paesi che hanno attuato le pertinenti raccomandazioni dell'ONU. 
Questi cinque paesi hanno ottenuto la nota “A” il punteggio più alto, relativa all’esame del monitoraggio dell’attuazione delle raccomandazioni realizzato dal Comitato e il cui risultato è stato annunciato a dicembre.
La nota “A” significa che questi paesi hanno adottato misure significative per l'attuazione delle raccomandazioni prioritarie nell'esame del Comitato dei diritti dell'uomo.
La presenza del Marocco in tale elenco e il suo ottenimento meritato della nota “A” avviene dopo l'adozione della legge sul Meccanismo Nazionale di Prevenzione della Tortura, il cui mandato è conferito al Consiglio Nazionale dei Diritti dell'Uomo (CNDH).
Dal 2013 il Comitato per i diritti umani ha avviato un monitoraggio sull'attuazione delle raccomandazioni per incoraggiare gli Stati ad applicarle. A tal fine, il Comitato ha elaborato un elenco di raccomandazioni prioritarie di cui valuta l'attuazione nel quadro di un esame che dura da due a tre anni.
Nel quadro di questa valutazione, il Comitato formula cinque note, di cui la più alta è la A, che significa che le misure adottate dagli Stati per attuare le raccomandazioni sono molto soddisfacenti, e la più debole è la nota “E” per i paesi che non rispettano tali raccomandazioni o le respingono.
Da ricordare che i membri del Meccanismo nazionale per la prevenzione della tortura sono stati insediati in occasione della prima Assemblea generale del CNDH nell'ottobre 2019. Il Meccanismo ha iniziato i suoi compiti e lavora quotidianamente e costantemente sul suo programma d’azione e sulla sua strategia. 

giovedì 7 dicembre 2017

Il Re Mohammed VI attira l’attenzione del Segretario generale dell’ONU sulla questione palestinese

Il Marocco continua le sue azioni contro la faccenda di Trump di spostare la sua ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme.
Dopo la lettera inviata allo stesso presidente americano Donald Trump e il colloquio avuto con il presidente palestinese Mahmoud Abbas, il Re Mohammed VI del Marocco, nella sua qualità di presidente del Comitato Al-Qods che fa parte dall'Organizzazione della Cooperazione Islamica (OCI) che rappresenta 57 paesi e più di un miliardo di cittadini, ha indirizzato un’altra missiva, questa mercoledì 6 dicembre, al Segretario generale dell’ONU Antonio Guterres.
Il Sovrano marocchino ha fatto presente a  Guterres suo messaggio di luglio scorso sul suo rifiuto categorico delle misure adottate da Israele nella Moschea Al-Aqsa ad Al-Qods per tentare di imporre un nuovo fatto compiuto in violazione delle relative risoluzioni della legalità internazionale e ha espresso la sua preoccupazione circa le informazioni riguardanti l'intenzione dell'amministrazione americana.
“Ogni minaccia allo statuto giuridico e storico riconosciuto d’Al Qods, rischia di rinviare la questione nell'imbroglio dei conflitti religiosi e confessionali, e danneggiare gli sforzi internazionali volti a creare le condizioni favorevoli al rilancio dei negoziati di pace, e rischia anche di attizzare la tensione, ipotecare le possibilità di pace ed accentuare la violenza e l'estremismo”, scrive il Re, precisando che “la questione di Al-Qods, oltre ad essere la causa dei palestinesi per il fatto che fa parte delle loro terre spogliate, è ben la causa della Umma araba ed islamica, poiché nell’Al-Qods esiste la Moschea Al Aqsa benedetta, la prima dei due Qibla e terzo Luogo sacro dell'Islam, è ben una causa giusta per tutte le forze innamorate di pace, considerando l'importanza di questa città santa e la sua simbolica come luogo di tolleranza e di coesistenza tra le varie religioni”.
Il Re Mohammed VI conta “molta speranza sui buoni uffici ed intervento attivo” di Guterres “presso l'amministrazione americana per dissuaderla da adottare ogni misura che si riferisce alla città di Al-Qods, considerando le ripercussioni pericolose che rappresenta tale misura per il futuro della pace e la sicurezza nella regione”.


mercoledì 6 dicembre 2017

Al-Qods. Il Re Mohammed VI attira l’attenzione di Trump e l’ONU, e sostiene la Palestina

Il Re Mohammed VI del Marocco, nella sua qualità di presidente del Comitato AlQods ha indirizzato, questa martedì 5 dicembre, un messaggio al presidente americano Donald Trump nel quale il sovrano esprime “la sua profonda preoccupazione personale e la grande inquietudine  dei paesi e popoli arabi e musulmani” quanto alle informazioni ricorrenti sull'intenzione dell'amministrazione americana di riconoscere Al-Qods come capitale d’Israele e di trasferire l'ambasciata degli Stati Uniti a questo luogo sacro.
Ricordando che il Comitato Al-Qods fa parte dall'Organizzazione della Cooperazione Islamica (OCI) che rappresenta 57 paesi e più di un miliardo di cittadini, il Re Mohammed VI ha ribadito, nel suo messaggio, l'importanza capitale che rappresenta la città d’Al-Qods, “non soltanto per le parti del conflitto, ma per i fedeli delle religioni”.
Il presidente del Comitato Al-Qods mette così in evidenza l'aspetto spirituale e religioso “unico” di questa città, la sua portata storica e la sua importante simbolica politica. Uno statuto particolare che il sovrano difende nel suo messaggio sottolineando l'interesse per questa città di rimanere “una terra di coabitazione, un simbolo di coesistenza e di tolleranza per tutti”.
Il presidente del Comitato Al-Qods mette così in guardia contro “l'impatto negativo” che potrebbe suscitare tale decisione del presidente americano sul processo di pace e sulle prospettive di trovare “una soluzione giusta e globale del conflitto tra la Palestina e Israele”. E di precisare che gli Stati Uniti rappresentano “uno dei principali padrini del processo di pace ed usufruiscono della fiducia di tutte le parti”.
 “Dalla vostra investitura, voi avete dato prova di una forte volontà e di una ferma determinazione di rilanciare il processo di pace tra le parti palestinesi ed israeliane”, constata il presidente del Comitato Al-Qods. E di ritenere che il presidente americano aveva intrapreso iniziative “promettenti in questo senso” sostenute dal Marocco e dalla Comunità internazionale.
Il Re Mohammed VI ha tenuto a ricordare che “conformemente alle relative risoluzioni internazionali, tra cui particolarmente le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, Al-Qods si trova nel cuore delle questioni dello statuto definitivo”. Ciò che, sottolinea il Sovrano nel suo messaggio, “esige di preservare il suo posto giuridico ed evitare tutto ciò che potrebbe minacciare il suo status politico attuale”.
Il Re Mohammed VI, d'altra parte, in quanto Sovrano di Regno del Marocco, Amir Al-Mouaminine e presidente del Comitato Al Qods dell’OCI, ha avuto colloquio telefonico con Mahmoud Abbas presidente dell'Autorità palestinese, e ha espresso la solidarietà indefettibile del Marocco con il popolo palestinese e la sua “disapprovazione vigorosa di qualsiasi azione volta a compromettere il carattere multi - confessionale della città santa, o alterare il suo statuto giuridico e politico”.
Il presidente palestinese salutando il ruolo e l'azione del Sovrano marocchino, ha deplorato che “tale iniziativa inadeguata sia nell’agenda dell'amministrazione americana”. Mahmoud Abbas ha anche espresso la preoccupazione profonda dell'Autorità palestinese circa “le conseguenze gravi” che potrebbe avere “sul processo di pace in Medio Oriente e sulla sicurezza e la stabilità nella regione”.
I due capi di Stato hanno deciso di mantenere un contatto diretto ed un dialogo permanente sulla questione. Un coordinamento stretto tra i due governi è impegnato per identificare i passi da intraprendere e le azioni da condurre.
In un’altra missiva indirizzata al Segretario generale dell’ONU Antonio Guterres, il Re Mohammed VI ha ricordato il suo messaggio di luglio scorso sul suo rifiuto delle misure adottate da Israele nella Moschea Al-Aqsa ad Al-Qods per tentare di imporre un nuovo fatto compiuto in violazione delle relative risoluzioni della legalità internazionale e ha espresso la sua preoccupazione circa le informazioni riguardanti l'intenzione dell'amministrazione americana.
Ogni minaccia allo statuto giuridico e storico riconosciuto d’Al Qods, rischia di rinviare la questione nell'imbroglio dei conflitti religiosi e confessionali, e danneggiare gli sforzi internazionali volti a creare le condizioni favorevoli al rilancio dei negoziati di pace, e rischia anche di attizzare la tensione, ipotecare le possibilità di pace ed accentuare la violenza e l'estremismo.
La questione di Al-Qods, oltre ad essere la causa dei palestinesi per il fatto che fa parte delle loro terre spogliate, è ben la causa della Umma araba ed islamica, poiché nell’Al-Qods esiste la Moschea Al Aqsa benedetta, la prima dei due Qibla e terzo Luogo sacro dell'Islam, è ben una causa giusta per tutte le forze innamorate di pace, considerando l'importanza di questa città santa e la sua simbolica come luogo di tolleranza e di coesistenza tra le varie religioni, sottolinea il Sovrano
Il Re Mohammed VI porta “molta speranza sui buoni uffici ed intervento attivo” di Guterres “presso l'amministrazione americana per dissuaderla da adottare ogni misura che si riferisce alla città di Al-Qods, considerando le ripercussioni pericolose che rappresenta tale misura per il futuro della pace e la sicurezza nella regione”.


martedì 7 novembre 2017

MAROCCO. IL RE MOHAMMED VI: IL SAHARA RESTERÀ SEMPRE MAROCCHINO

In occasione del 42mo anniversario della Marcia Verde – di 350mila partecipanti venuti da tutto il Marocco, ordinata nel 1975 dal Re Hassan II per liberare il Sahara allora sotto il colonialismo Spagnolo - il Re Mohammed VI del Marocco ha indirizzato un discorso alla nazione. “Questa commemorazione – ha ricordato il Sovrano – cade a qualche settimana dal 60mo anniversario del discorso del defunto Mohammed V a M’Hamid El Ghizlane, in Sahara. Con la Marcia Verde quest’evento costituisce un momento cardine che simbolizza il patto dell’unità nazionale, sigillato tra il trono alawita ed il popolo marocchino, patto la cui chiave è Sahara Marocchino.
Il discorso storico del M’Hamid El-Ghizlane del 1958 è pregno di significato segna una tappa fondamentale nel processo di completamento dell’integrità territoriale del nostro paese e sottolinea una sola verità incontrastabile: la marocchinità del Sahara e l’attaccamento del popolo marocchino alla sua terra”.
“Dal momento in cui il Marocco ha avuto la sua indipendenza e ben prima che la questione di Sahara fosse consegnata alle Nazioni Unite nel 1963, quando nessuna rivendicazione veniva mossa per il Sahara ad eccezione delle richieste legittime del Marocco, o meglio ancora, ben prima che l’Algeria diventasse indipendente, anteriormente a tutti questi fatti, rivolgendosi ai chioukh (notabili) ed ai rappresentanti delle tribù sahrawi venuti a presentargli fedeltà, nostro nonno aveva sottolineato i diritti storici e legittimi del Marocco sul suo Sahara”.
Il Sovrano ha inoltre ricordato questa dichiarazione di suo nonno Mohammed V: “Proclamiamo solennemente che proseguiremo la nostra azione per il ritorno del nostro Sahara, nel quadro del rispetto dei nostri diritti storici e conformemente alla volontà dei suoi abitanti …”. Quindi il Sovrano attuale ha ribadito che il Sahara resterà marocchino fino alla fine dei tempi, e che seguirà le tracce del suo nonno Mohamed V e di suo padre Hassan II.
“Abbiamo a cuore, ora che la terra è liberata, di operare con lo stesso impegno per garantire alla popolazione di queste province condizioni di vita degna e favorire lo sviluppo. Siamo altresì determinati a liberare i nostri figli trattenuti nei campi (a Tindouf in Algeria)”, ha aggiunto Mohammed VI.
D’altra parte il Sovrano ha sottolineato che il Marocco mantiene suo impegno d’adesione al processo voluto dal Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ed a cooperare con il suo Inviato personale. “Sarà così finché saranno rispettati i principi ed fondamenti della posizione marocchina”, ha insistito il Sovrano. Tali principi sono:
– Nessun regolamento della questione di Sahara è possibile al di fuori della sovranità piena ed intera del Marocco sul suo Sahara, ed al di fuori all’iniziativa d’autonomia, la cui comunità internazionale ne ha riconosciuto la serietà e la credibilità;
– Spetta alle parti all’origine del conflitto di assumersi interamente la loro responsabilità nella ricerca di un regolamento definitivo;
– Il pieno rispetto dei principi e fondamenti approvati dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu per il trattamento di questo conflitto regionale artificioso; essendo l’organo dell’Onu, di fatto, la sola istanza internazionale incaricata di supervisionare il processo di regolamento;
– Il rifiuto categorico di ogni superamento, di ogni tentativo di portare danno ai diritti legittimi del Marocco ed ai suoi interessi, di ogni proposta obsoleta volta ad allontanare il piano di regolamento dai parametri referenziali approvati, dell’inserimento tendenzioso di altri argomenti, i quali sono trattati dalle istituzioni competenti;

Il Re Mohammed VI ha anche insistito sul lavoro da effettuare all’interno del paese: “Lo ho più volte sottolineato, non resteremo con le braccia incrociate ad attendere che sia trovata la soluzione auspicata. Proseguiremo piuttosto l’azione al fine di stimolare lo sviluppo delle nostre province del sud e garantire alla loro popolazione le condizioni di una vita libera e degna”. Su questa base il Sovrano ha annunciato il proseguo di realizzazione del modello di sviluppo specifico per queste province, in parallelo con l’attuazione della regionalizzazione avanzata, cosa che dovrebbe permettere agli abitanti della regione di garantire la gestione democratica dei loro affari e contribuire allo sviluppo della loro regione.

mercoledì 18 ottobre 2017

Marocco. Il Re Mohammed VI riceve il nuovo inviato personale del Segretario generale dell’ONU per il Sahara

“Il Re Mohammed VI ha ricevuto, ieri 17 ottobre 2017, al Palais Royal di Rabat, Horst Kohler Inviato personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahara Marocchino, che visita il Marocco nel quadro di un tour regionale” che lo vedrà nei prossimi giorni anche in Algeria e Mauritania, annuncia un comunicato del Palazzo Reale. Il comunicato ricorda che Kohler è anche ex Presidente tedesco ed ex Direttore Generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI). È stato nominato nell'agosto scorso, dal Segretario generale dell'ONU, Antonio Guterres, come Inviato personale in Sahara, in sostituzione dell’americano Christopher Ross.
L'udienza si è svolta in presenza di Fouad Ali El Himma, Consigliere del Re, Nasser Bourita, ministro degli Esteri e David Schwake, Consigliere speciale di Kohler.
Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU deve prendere conoscenza, da qui alla fine del mese d'ottobre, di una relazione sulla situazione nella regione e sulle eventuali prospettive di regolamento conformemente alla sua risoluzione d'aprile 2017.
Si tratta della prima visita di Horst Kohler nella regione maghrebina nell’ambito degli sforzi del nuovo Segretario generale dell'ONU, Antonio Guterres, per rilanciare il processo dei negoziati di Manhasset tra Marocco, Algeria e Mauritania fermo dal 2012.
Il nuovo emissario dell'ONU intende mettere in campo ogni sforzo per avvicinare i punti di vista tra le diverse parti che prendono parte ai negoziati, sulla questione del Sahara. Per arrivare a questo avvicinamento, Horst Kohler intende visitare oltre il Marocco, l'Algeria e la Mauritania, tutti tre rappresentati nei negoziati sotto l'egida dell'ONU per il regolamento del conflitto attorno al Sahara.
È una nuova pagina nella questione di Sahara? Sul campo, l'emissario di Antonio Guterres riuscirà ad avvicinare i punti di vista, sulla base della proposta d'autonomia delle regioni di Sahara presentata dal Marocco nel 2007? Riuscirà ad organizzare il censimento della popolazione dei campi “saharawi” a Tindouf in Algeria, come raccomanda l’ONU? Certamente, l'esperienza di Horst Kohler spinge numerosi specialisti in politica internazionale, maghrebini ed occidentali, a credere che ne abbia più possibilità di riuscire dove il suo predecessore, l'americano Christopher Ross, è fallito. Ex SG dell’ONU Ban Ki-moon e suo emissario Christopher Ross erano conosciuti per la loro mancanza di professionalità e di oggettività nell'esercizio delle loro prerogative.
Si ritiene che il nuovo emissario di Antonio Guterres avendo una grande esperienza nei settori politici e diplomatici, potrebbe dare una spinta seria verso la soluzione di una questione creata a tavolino nel periodo della guerra fredda dal colonnello Gheddafi e dell’Algeria per destabilizzare il Marocco. che dura da oltre quattro decenni. La proposta marocchina d'autonomia del Sahara, presentata all’ONU nel 2007 e giudicata dall’ONU credibile e seria.
 Riprendere il cammino di Manhasset?
Horst Kohler desidera quindi rilanciare i negoziati di Manhasset bloccati dal 2012, a causa delle manovre dell’Algeria e dei separatisti del Polisario. I 4 negoziati di Manhasset sono una serie di discussioni tra le parti implicati direttamente nel conflitto attorno al Sahara per arrivare ad una soluzione politica di questa questione.
Questi negoziati, ai quali l'Algeria e la Mauritania sono sempre rappresentate, derivano dalla risoluzione numero 1754 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, adottata il 30 aprile 2007 e che esorta le parti ad avviare negoziati diretti, senza condizioni preliminari ed in buona fede per arrivare “ad una soluzione politica, giusta, duratura e reciprocamente accettabile”.

Benché favorevolmente accolto ed accreditato di una buona reputazione, occorre attendere che Horst Kohler presenti la sua relazione sul Sahara e la situazione nei campi di Tindouf in Algeria, ad aprile 2018, prima di giudicare se il successore di Christopher Ross abbia deciso di trattare la questione del Sahara con rigore e la neutralità requisiti.

sabato 20 maggio 2017

Marocco denuncia aggressione di suo diplomatico in Caraibi da un diplomatico algerino e convoca ambasciata algerina a Rabat



Non è un gesto diplomatico, dalle parole per niente convincenti, Soufiane Mimouni direttore generale del MAE algerino, è passato alle mani aggredendo fisicamente Mohamed Ali El Khamlichi assistente dell'ambasciatore di Sua Maestà il Re a Santa Lucia.
Il Regno del Marocco ha denunciato, giovedì 18 maggio 2017, l'aggressione fisica di uno dei suoi diplomatici da parte di un responsabile algerino nel corso di un seminario del Comitato Speciale  sui territori non-autonomi dell’ONU “C24” tenutasi a Saint Vincent e Grenadine dal 15 al 19 maggio.
Il diplomatico marocchino è stato portato all'ospedale, il seminario si è interrotta, una denuncia è stato depositata presso le autorità locali e una protesta diplomatica è stata avviata dalla MAECI marocchino convocando l'Incaricato di Affari ad Interim dell'ambasciata algerina a Rabat, il 19 maggio, al ministero marocchino degli Esteri e della Cooperazione Internazionale per presentare “la stupefazione del Regno del Marocco” e “di fronte a quest'atto inammissibile da parte un altissimo responsabile diplomatico algerino, gli è stato chiesto che le scuse siano presentate”, fa sapere il MAECI.
Durante gli ultimi anni, in ogni riunione del C24 si pone la questione della rappresentatività delle province marocchine del sud (Sahara Occidentale), dove i rappresentanti eletti nel Sahara contestano la presenza dell’Algeria e del Fronte Polisario. “Così, nel momento in cui molti paesi hanno sostenuto la partecipazione dei rappresentanti legittimamente eletti delle popolazioni delle province del Sud del Regno, il numero 3 del ministero algerino degli Affari Esteri se ne è preso, in uno stato d'isteria, contro il diplomatico marocchino, in presenza delle delegazioni dei paesi partecipanti e del segretariato dell'ONU”, denuncia il comunicato del MAECI.
“Quest'atteggiamento aggressivo rispecchia il nervosismo estremo della diplomazia algerina a seguito delle evoluzioni recenti che ha conosciuto la questione del Sahara marocchino, in particolare il ritorno del Marocco all’UA; l'ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza; la buona uscita della crisi di Guergarate e le disposizioni della legge finanziaria americana 2017”. “Quest'atteggiamento - sottolinea il comunicato - avverti, anche, sull'incapacità del diplomatico algerino da rispondere alle argomentazioni giuridiche e politiche convincenti a favore della partecipazione degli eletti delle province del Sud del Regno, come rappresentanti legittimi delle popolazioni della regione”.
Per il ministro marocchino di MAECI Nasser Bourita: “Arrivare così a trasgredire tutti usi e costumi diplomatici, da parte di un alto diplomatico, terzo personaggio del MAE algerino, è grave”. Questo “genere d'estremo, fino al ricorso” alla violenza e “all'aggressione fisica”, è senza precedente. “Ciò traduce un nervosismo estremo della diplomazia algerina: che un rappresentante algerino si muove da Algeri fino a Santa Lucia, poi irritato dalla domanda dei nostri rappresentanti, fa ricorso alle mani”. “È molto sorprendente da parte di un paese (Algeria) che si dice semplicemente un osservatore” nel conflitto artificiale del Sahara, ha evidenziato Bourita, richiamando Algeri “piuttosto a contribuire ad una soluzione e assumersi la sua responsabilità in questo dossier”.
La rivalità storica tra Rabat e Algeri si è accesa nuovamente attorno alla questione di Sahara, e dà luogo ad una lotta di influenza nell'ambito delle organizzazioni e riunioni internazionali.
Ex colonia spagnola, Sahara Marocchino è liberato nel 1975, però Algeria e suo Front Polisario ne richiedono la separazione dal Marocco.

FOTO CHOC:





mercoledì 1 febbraio 2017

Il Re Mohammed VI del Marocco al 28esimo vertice dell’UA. “Dare la leadership all'Africa”



In occasione del ritorno del Marocco in seno dell’Unione Africana, il Re Mohammed VI ha annunciato uno storico discorso, il 31 gennaio 2017, dinanzi ai capi di Stato e governo africani durante la conclusione del 28esimo vertice dell’Unione Africana tentasi ad Etiopia. Ecco alcuni passaggi.
Marocco non ha mai lasciato Africa
Il Sovrano ha sottolineato che “L'Africa è la mia casa”, indicando che il sostegno franco e massiccio alla richiesta del Marocco testimonia legami che collegano il Regno all'Africa.
La firma di circa 1000 accordi tra il Regno ed i paesi africani, nel corso delle 46 visite effettuate dal sovrano a questi paesi, mostrano chiaramente che il Marocco non ha mai lasciato l'Africa.
Nel corso dei numerosi spostamenti del sovrano infatti, progetti strategici di alta portata sono stati predisposti. Il Re ne ha enumerato alcuni. Inizialmente, il progetto di gasdotto africano atlantico iniziato con la Nigeria, che andrà a vantaggio dell'insieme del continente.
Il sovrano ha anche parlato dei molti progetti che mirano a migliorare la produttività agricola e favorire la sicurezza alimentare e lo sviluppo rurale. “Non sono né il gas, né il petrolio che soddisfaranno i fabbisogni alimentari di base!” citando come esempio le unità di fertilizzanti e l'iniziativa per l'adattamento dell'agricoltura africana al cambiamento climatico.
Un'azione cruciale per la stabilità dell'Africa e cooperazione solidaristica ed attiva
La pace e la stabilità del continente, una sfida per tutti i paesi. Mohammed VI ha ricordato l'impegno del Marocco nella difesa della stabilità del continente. Dall'indipendenza, il Marocco ha partecipato a sei operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite in Africa e ha condotto delle mediazioni in numerosi paesi in crisi, ha ricordato il Re.
 “La mia visione della cooperazione Sud-Sud è chiara e costante: Mio paese condivide ciò che ha, senza ostentazione”. Così ha evocato in questo senso la politica migratoria la cui prima fase ha permesso di regolarizzare la situazione amministrativa di 25.000 persone, “in uno spirito di solidarietà e d'umanesimo”.
Oltre ad offrire migliaia di borse agli studenti africani in Marocco, il Regno ha partecipato a sei operazioni di mantenimento della pace sotto l'egida dell’UNU, impiegando migliaia di uomini.
Dare la leadership all'Africa
Per il Re, il Marocco non ha nulla da provare. “Alcuni avanzano che, con quest'impegno, il Marocco mirerebbe ad acquisire la leadership in Africa. Rispondo loro che è all'Africa che il Regno cerca di dare la leadership”, ha detto, sotto un tuono di applausi.
“Non vogliamo affatto dividere, come alcuni vorrebbero insinuarlo!”
Lo vedrete: appena che il Regno si riunirà in modo effettivo, e che potrà apportare il suo contributo all'agenda delle attività, la sua azione contribuirà, al contrario, a federare ed andare avanti.
L’UA, famiglia istituzionale di riferimento
Il sovrano ha ricordato una verità storica. “Abbiamo partecipato all'arrivo di questa bella costruzione panafricana, e desideriamo tutto naturalmente trovare il posto che è nostro”. Nel suo discorso, ha richiamato lo spirito costruttivo e federativo che anima il ritorno del Regno all’UA, la sua famiglia istituzionale di riferimento. L'Unione del Magreb Arabo che non ha potuta concretizzarsi. “L’UMA si scioglierà nella sua incapacità cronica, ad incontrare le ambizioni del Trattato di Marrakech, che gli ha fatto nascere 28 anni fa”, ha deplorato.
Un ritorno costruttivo e federativo
Per Mohammed VI, il Marocco rientra nell'Unione africana dalla grande porta. Il Sovrano ha così richiamato le nazioni africane ad associarsi al dinamismo del Marocco, ritenendo che sia “tempo che le ricchezze dell'Africa vanno a vantaggio dell'Africa”. Un modo di porre fine a questi decenni di saccheggi e di valorizzare le risorse naturali ed il patrimonio culturale del continente.
Un continente dell’avvenire
Mohammed VI ha ricordato che L'Africa è oggi guidata da una nuova generazione di dirigenti che operano a favore della stabilità, dell'apertura politica, dello sviluppo economico e del progresso sociale delle loro popolazioni.
Impegno per l'Africa
Il Sovrano, infine, ha ricordato che il Marocco ha scelto “la via della solidarietà, della pace e dell'unione”, ribadendo il suo impegno a favore dello sviluppo e della prosperità del cittadino africano. “Noi Popoli dell'Africa, abbiamo i mezzi e la genialità, e possiamo insieme, realizzare le aspirazioni dei nostri popoli”, ha concluso, sotto gli applausi dei capi di Stato e di governi presenti.