lunedì 29 gennaio 2018

Popolazione residente in Italia proveniente dal Marocco al 1° gennaio 2017. Dati ISTAT.

Popolazione residente in Italia proveniente dal Marocco al 1° gennaio 2017. Dati ISTAT.
Classifica delle regioni italiane ordinata per numero di residenti marocchini

CLASSIFICA PER REGIONE

Regione
Marocchini
% su tutta
la popolaz.
straniera
Variazione
% anno
precedente
Maschi
Femmine
Totale
%
49.285
46.949
96.234
22,9%
8,45%
-5,1%
31.552
30.149
61.701
14,7%
11,66%
-4,9%
27.988
26.976
54.964
13,1%
13,12%
-6,6%
4. Veneto
24.290
22.370
46.660
11,1%
9,61%
-6,2%
5. Toscana
14.515
11.824
26.339
6,3%
6,58%
-3,3%
14.410
6.419
20.829
5,0%
8,55%
+3,3%
7. Sicilia
8.696
6.187
14.883
3,5%
7,87%
+0,3%
8.230
6.162
14.392
3,4%
14,00%
+2,4%
9. Liguria
7.865
5.759
13.624
3,2%
9,85%
-0,6%
10. Lazio
7.652
5.930
13.582
3,2%
2,05%
+0,8%
11. Marche
5.414
5.514
10.928
2,6%
8,02%
-6,9%
12. Umbria
5.053
4.462
9.515
2,3%
9,92%
-3,2%
13. Puglia
5.583
3.905
9.488
2,3%
7,41%
+2,2%
14. Abruzzo
4.126
3.197
7.323
1,7%
8,46%
+0,1%
3.705
3.561
7.266
1,7%
7,79%
-5,5%
16. Sardegna
2.479
1.840
4.319
1,0%
8,58%
-1,6%
2.075
2.025
4.100
1,0%
3,93%
-3,1%
864
759
1.623
0,4%
7,81%
+2,2%
788
822
1.610
0,4%
19,50%
-11,5%
20. Molise
708
562
1.270
0,3%
9,78%
+1,4%
Totale ITALIA
225.278
195.372
420.650
8,3%
-3,8%
Distribuzione per regione negli ultimi anni
Stranieri residenti con cittadinanza marocchina al 1° gennaio di ogni anno.
Regione
2017
2016
2015
2014
2013
2012
2011
7.323
7.314
7.116
6.658
5.753
5.356
5.786
1.623
1.588
1.585
1.622
1.428
1.333
1.449
14.392
14.058
14.067
13.654
12.046
11.337
12.021
20.829
20.158
18.987
17.161
14.365
12.908
13.377
61.701
64.914
67.846
69.878
66.360
64.417
70.588
4.100
4.233
4.354
4.466
4.316
4.065
4.249
13.582
13.474
13.336
12.813
10.549
9.538
11.606
13.624
13.706
13.425
13.489
11.894
10.962
12.851
96.234
101.399
104.942
107.686
103.115
98.895
109.245
10.928
11.734
12.621
13.203
13.116
13.439
14.675
1.270
1.253
1.280
1.252
1.154
1.073
1.121
54.964
58.830
60.384
62.357
58.835
57.209
64.219
9.488
9.286
9.158
8.513
7.485
6.764
7.662
4.319
4.390
4.319
4.250
3.884
3.650
4.420
14.883
14.840
14.566
14.398
13.036
12.276
12.784
26.339
27.232
27.886
27.438
25.263
23.856
27.773
7.266
7.685
7.954
8.227
7.899
7.583
8.245
9.515
9.829
10.085
10.369
9.843
9.484
10.335
1.610
1.819
2.045
2.186
2.198
2.184
2.311
46.660
49.742
53.102
55.153
54.252
52.338
57.707
Totale ITALIA
420.650
437.484
449.058
454.773
426.791
408.667
452.424



Il Re Mohammed VI presiede la cerimonia di firma del Piano Industriale regionale Souss-Massa dedicato anche all’Africa

Il 28 gennaio è stata presentata ad Agadir l’attuazione del Piano d'accelerazione industriale 2014 - 2020 regionale nella regione Souss-Massa in Marocco con la firma di otto convenzioni in presenza del Re Mohammed VI.
Tale progetto industriale si iscrive nella visione del Sovrano marocchino che raccomanda, attraverso la messa in campo del processo di regionalizzazione avanzata, uno sviluppo territoriale equo, equilibrato, incluso ed adeguato alle specificità di ogni regione. Mira di fare dall’istituzione (la regione) un polo economico capace di creare lavoro, valorizzare le sue ricchezze e di sostenere i suoi settori produttivi per garantire una crescita inclusa, al servizio del cittadino. 
In questa occasione è stato proiettato un documentario istituzionale sulla sviluppo del Regno durante l'ultimo decennio particolarmente nei progetti strategici di vari settori (infrastrutture, formazione, industria, energie rinnovabili,…). 
Il ministro dell'Industria, dell'Investimento, del Commercio e dell'Economia digitale, Moulay Hafid Elalamy, ha sottolineato che “l'industria adotta, conformemente alle Alte istruzioni Reali, un approccio regionale, per avvicinare le attività produttive ai cittadini, di capitalizzare sul potenziale di tutte le nostre regioni”. 
 “Il progetto industriale di Souss-Massa porta l'ambizione di creare 24.000 nuovi posti di lavoro a lungo termine, in partenariato con le federazioni professionali di cui i primi saranno generati dai progetti firmati oggi da investitori privati”, ha sottolineato Elalamy. Di conseguenza, ilprogetto intende consolidare i settori industriali nel rispetto totale delle norme ambientali e della vocazione turistica della regione. 
Cosi la regione Souss-Massa conoscerà un grande sviluppo locale, infatti, nel settore della produzione agroindustriale, sarà stabilita in piattaforma di trasformazione di prodotti agricoli destinati sia al livello nazionale che al continente africano, e in questo ambito un partenariato fortificato tra i ministeri dell'agricoltura e dell'industria è stato predisposto a favore degli operatori, attraverso un programma congiunto d'accompagnamento che implica il Fondo di Sviluppo Industriale ed il Fondo di Sviluppo Agricolo. 
L'infrastruttura del settore della costruzione navale impegnerà a livello nazionale circa 5 miliardi di dirham d'investimento. Una componente “Chantier Naval Souss-Massa” ovvero cantiere navale Souss-Massa è ben integrata. Il settore della chimica conoscerà da parte sua, un accompagnamento specifico, favorendo lo sviluppo dei settori della chimica organica e della chimica verde. 
Nuovi ecosistemi saranno sviluppati in particolare, in settori emergenti supporti d'accelerazione industriale, come il subappalto automobile, l’offshoring, il cuoio, i materiali di costruzione e l’industria della plastica. 
Per sostenere quest'ambizione regionale ed oltre all'accompagnamento del settore bancario, cinque supporti complementari saranno predisposte: 
Una Zona Franca Industriale di 300 ettari, integrata in una zona urbana che darà accesso ad una finanziaria industriale di standard internazionali ed a prezzi competitivi. Questa Zona Franca permetterà di rafforzare l'attrattiva della regione e di svolgere attività esportatrici e creatrici di lavoro. 
L'implicazione dell’Ufficio della Formazione Professionale e della Promozione di Lavoro (OFPPT) per la formazione delle risorse umane per accompagnare gli industriali nella formazione e la qualificazione dei loro lavoratori dipendenti. 
La realizzazione di un Technopark e di una Città dell'innovazione. Questo Tecno parco sarà destinato alle piccole e medie imprese ed allo Start-up del settore della tecnologia dell’informazione e della comunicazione (TIC) e metterà a loro disposizione locali pronti all'uso con servizi d'accompagnamento. La Città dell'innovazione permetterà, inolte, di dotare la regione di un'infrastruttura d'accoglienza tecnologica che facilita l'accompagnamento dei giovani portatori di progetti innovativi. 
500 milioni di dirham saranno destinati dai Fondi di Sviluppo Industriale ed Agricolo, ai progetti industriali della regione, mentre il settore privato di Souss-Massa, dedicherà altri 500 milioni di dirham per investire in questi progetti industriali. 
Grazie a questa nuova implicazione di tutti i destinatari, i progetti industriali che saranno sviluppati nella regione Souss-Massa, potranno essere realizzati dagli operatori con un contributo limitato al 20% dell'importo di questi progetti. Infatti, altri 20% saranno portati da investitori privati della regione, il 20% supplementare proverrà da sovvenzioni dei Fondi di Sviluppo Industriale e dell'Agricoltura. Ed il 40% restante sarà finanziato, a condizioni vantaggiose, dal settore bancario. 
Per attuare questo Piano d'accelerazione industriale, il Re Mohammed VI ha presieduto la cerimonia della firma di 8 convenzioni e di un protocollo d’intesa, e la concretizzazione di 11 investimenti industriali locale. 
Questa cerimonia si è svolta in presenza in particolare di consiglieri del Re, di membri del governo, dei presidenti dei consigli regionali, di operatori economici e di tante altre personalità.

venerdì 12 gennaio 2018

Il Governo marocchino non risponde all’opinione dell’avvocato della Corte di Giustizia dell’UE sull’accordo bilaterale di pesca

Un comunicato stampa è stato pubblicato, il 10 gennaio 2018, dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE), sulle conclusioni del suo avvocato generale Melchior Wathelet, nel rinvio pregiudiziale che riguarda l'Accordo sulla pesca tra il Marocco e l'Unione europea. Infatti, l’avvocato generale pretende che “l’accordo di pesca concluso tra l’UE e il Marocco è invalido per il fatto di essere applicabile al Sahara”.
Da osservare subito che dai termini del comunicato, l’avvocato generale della Corte, Melchior Wathelet, ha emesso conclusioni che, dal loro semplicismo ed la loro estrema radicalità, sono fondamentalmente incompatibili con la ricchezza e la profondità delle relazioni tra il Marocco e l'UE, incompatibili con la specificità della questione di Sahara e le prove giuridiche e politiche.
Le conclusioni di Wathelet stupiscono con la loro parzialità, gli argomenti di legalismo dichiarati nascondono male la loro pura natura politica e rivelano un'ignoranza profonda dei fatti e una ignoranza ovvia del diritto internazionale. È da precisare che le sue conclusioni sono individuali, espresse in fase preliminare della procedura (se ci sarà) e non rappresentano la posizione dei giudici della Corte e nemmeno il verdetto finale della Corte, che sarà reso soltanto in fine di procedura.
Ma, se tali conclusioni sono un non-evento dal punto di vista giuridico, sono davvero una fonte d'interrogazione dal punto di vista politico, poiché, fanno sospettare che la questione politica è ben motivata nei contenuti apparsi. Questo sospetto è più che giustificato da quanto questo stesso avvocato aveva emesso, nel settembre 2016, conclusioni politiche sull'Accordo agricolo Unione Europea - Marocco; conclusioni che sono state confutate dai giudici della Corte nel loro verdetto finale che aveva concluso alla legalità accordi tra il Marco e l'UE e alla non-ricevibilità dei ricorsi dei separatisti del “Polisario”, peggio ancora, aveva condannato il “Polisario” per pagare le spesse al tribunale europeo.
Da considerare, che è importante rilevare che il governo marocchino non ha reagito o commentato le opinioni dell’avvocato, ciò dà prova che il Marocco si sente fiducioso dei suoi diritti, sereno nella sua legittimità e forte dell'unità nazionale attorno alla sua Sacra Causa ovvero Sahara marocchino. Il silenzio ufficiale marocchino si spiega, inoltre, con il fatto che il Marocco non è parte nel dossier e, dunque, rimane estraneo dalla procedura aperta dinanzi alla CJUE e non si considera legato dalle conclusioni dell’avvocato.
Ma ogni osservatore informato non possa che respingere queste conclusioni, attraverso le quali l’avvocato del CJUE si è arrogato il diritto di prendere parte su questioni strettamente politiche.
Per non dimenticare che le relazioni tra il Marocco e l'UE hanno dimostrato la loro forza, la loro ricchezza e la loro resilienza. L'Accordo sulla pesca che è uno fra altri elementi di un partenariato diversificato tra le due parti, non è stato mai richiesto dal Marocco, infatti, è stato l'Unione europea a richiederlo e ha insistito sul suo rinnovo che dovrebbe essere nei mesi prossimi. Di concreto, tre giorni fa, la Commissione Europea ha chiesto ufficialmente di rinnovare l'Accordo sulla pesca, prima della sua scadenza a luglio. Allo stesso modo, la Commissione Europea ha dimostrato pubblicamente, in una relazione ufficiale recente, basata su studi in Sahara, che l'Accordo sulla pesca produce vantaggi socioeconomici sostanziali per le popolazioni e contribuisce, pertanto, allo sviluppo.
Se le conclusioni dell’avvocato suonano male nel discorso generale dell'Unione europea in confronto al Marocco, però indicano che una molteplicità sconcertante di alcuni intervenuti e voci nell'UE metterebbero fragile la coerenza delle posizioni dell'Europa e compromettono le basi del partenariato compatto ed affidabile che l'UE ed il Marocco auspicano.
A seguire la logica contestabile dell’avvocato, uno Stato che “non avrebbe diritti” su una parte del suo territorio, non vi avrebbe neppure responsabilità! Questa logica, però, non regge, è smentita ogni giorno dall'UE stessa, per esempio, con chi l'Europa coopera quando si tratta di arginare la minaccia terroristica? Con chi l'Europa lavora nella lotta contro l'immigrazione irregolare? Su chi l'Europa conta quando si tratta di preservare la pace e la stabilità? Verso chi l'Europa si rivolge, certamente verso il Marocco.
Sia il Marocco che l'UE, devono stare sereni ma prudenti, di fronte ai tentativi ripetitivi di compromettere le basi delle loro relazioni e mettere in pericolo l'affidabilità del loro partenariato. Pur denunciando le incoerenze e il doppio linguaggio di alcuni protagonisti europei, che si assumano la piena responsabilità delle loro azioni, occorre salutare la posizione delle Istituzioni e Stati membri dell'UE che hanno ribadito il loro attaccamento al partenariato multidimensionale con il Marocco.


martedì 2 gennaio 2018

Marocco - Liberia: Colloquio telefonico tra Re Mohammed VI e neo presidente Weah

Il Re del Marocco, Mohammed VI ha avuto, lunedì, un colloquio  telefonico con il Presidente eletto della Repubblica della Liberia, George Weah, nel quale il Sovrano ha ribadito le sue vive congratulazioni Weah per la sua elezione alla guida del suo paese.
Il colloquio è stato anche l'occasione per Weah di ribadire al Sovrano la sua ferma volontà di rinforzare le relazioni multidimensionali che legano la Repubblica della Liberia al Regno del Marocco.
Infatti, nel suo messaggio di congratulazioni inviato a Weah sabato 30 dicembre, il Sovrano marocchino aveva affermato che la fiducia avuta, attraverso queste elezioni presidenziali, attesta la stima del popolo liberiano per Weah grazie alle sue nobili qualità umane e al suo sincero desiderio di promuovere gli interessi del suo popolo, sottolineando che “questa elezione testimonia la forte volontà dei liberiani di consolidare la transizione democratica e di muoversi con fiducia verso il raggiungimento delle loro aspirazioni per un futuro prospero”.
Partendo dai legami della “fraternità africana e dalla solidarietà attiva tra i popoli marocchino e liberiano, nonché i rapporti di cooperazione fruttuosa e stima reciproca tra Marocco e Liberia”, il Re ha espresso la sua determinazione a lavorare con Weah per rafforzare queste relazioni in tutti i settori al servizio degli interessi dei due popoli e di erigere ponti per promuovere la cooperazione reciproca e la solidarietà tra paesi africani e i loro popoli che ambiscono maggiore progresso, prosperità e sviluppo sostenibile in un ambiente sicuro e stabile.