venerdì 8 febbraio 2019

APPROVATA LA LEGGE DEL SERVIZIO MILITARE IN MAROCCO. SONO CHIAMATI ALLA LEVA 10MILA GIOVANI


Il Consiglio dei ministri marocchino ha approvato, ieri, due progetti di decreto relativi al settore militare e all'applicazione di disposizioni della legge 44 - 18 relativa al servizio militare.
Questi due progetti mirano rispettivamente a fissare le modalità di censimento, di selezione e d'arruolamento degli interessati e delle interessate al servizio militare e la procedura per l'esenzione da questo servizio, come la procedura di dichiarazione spontanea di pronta disponibilità che permette alle persone di sesso femminile ed ai Marocchini che risiedono all'estero di riempire da loro iniziativa il formulario di censimento. È stata approvata anche l'indennità speciale per i reclutati nella zona sud del paese ed il salario e le indennità decise a favore degli agenti di riserva che saranno assunti di nuovo.
Nel quadro dell'attuazione della legge relativa al servizio militare, il Re Mohammed VI, in qualità di capo di stato maggiore generale delle Forze Armate Reali (FAR), ha dato le sue alte istruzioni affinché il numero degli chiamati al servizio militare raggiunga 10.000 unità durante 2019 poi portare questo numero  a 15.000 durante l'anno prossimo.

mercoledì 6 febbraio 2019

RE MOHAMMED VI INAUGURA 2 CENTRI MEDICI A MARRAKECH. IL CENTRO ANTI-DIPENDENZE CO-GESTITO DALL’ASSOCIAZIONE “STOP DROGA”


Il Re del Marocco, Mohammed VI ha inaugurato ieri a Marrakech l’apertura, di un centro di assistenza sanitaria di base e un altro di medicina delle dipendenze, due progetti di solidarietà che sono in linea con il programma di rinnovamento urbano del quartiere El Mellah.
Sostenuti dalla Fondazione Mohammed V per la Solidarietà, questi progetti, il cui lavoro è stato inaugurato dal Sovrano il 10 gennaio 2017, provengono dalla volontà del Sovrano volta a rafforzare il servizio sanitario del paese istituendo un servizio medico di qualità che soddisfino le esigenze dei cittadini, specialmente di quelli in situazioni vulnerabili.
Il nuovo centro, frutto di una partnership tra la Fondazione Mohammed V per la Solidarietà e il Ministero della Sanità, dispone di  un'unità di emergenza medica e un'unità di gestione delle malattie croniche.
Il secondo progetto è il Centro per le dipendenze del distretto di El Mellah, il secondo nel suo genere dalla Fondazione Mohammed V per la solidarietà in questa città turistica di fama internazionale.  Struttura privilegiata di cure, sensibilizzazione, diagnosi, prevenzione e d'accompagnamento psicosociale, questo centro è inserito nel quadro di un programma nazionale di lotta contro le dipendenze attuato dal 2010 dalla fondazione, in partenariato con i ministeri della Sanità e dell'Interno.
In questa occasione, il Re Mohammed VI, ha consegnato, rispettivamente, al Centro di assistenza sanitaria primaria e al Centro di medicina delle dipendenze, un'ambulanza e un'unità mobile da utilizzare per gli interventi locali ai tossicodipendenti.
Il programma nazionale marocchino mira ad orientare i giovani contro l'impiego delle sostanze psicoattive, migliorare la qualità dell'assistenza alle persone che soffrano di dipendenze particolarmente i consumatori di droga, l'accessibilità alle strutture di presa in carico, e ad incoraggiare l'implicazione della società civile ed i dipartimenti sociali nelle problematiche della dipendenza.
Come quelli realizzati dalla fondazione in altre città come Casablanca, Rabat, Oujda, Nador, Marrakech (zona Guéliz), Tetuan, Tangeri, Fès, Agadir e Meknès, il nuovo centro di lotta alle dipendenze si prefigge di sviluppare azioni di sensibilizzazione e di prevenzione contro l'uso degli stupefacenti, garantire l’assistenza individualizzata, la cura medicosociale delle persone che soffrono per un tale comportamento ed operare a favore di un'implicazione effettiva delle famiglie nelle azioni preventive. Si prefigge, inoltre, il reinserimento sociale delle persone interessate.
La gestione di questo centro è garantita dal ministero della Sanità in partenariato con l'associazione regionale “Baraka Idman” (Stop Droga).


sabato 2 febbraio 2019

SAHARAWI PROTESTANO DINANZI AL SEGRETARIATO DI POLISARIO E DENUNCIANO ALGERI PER CONFISCA LORO PASSAPORTI


Membri della diaspora saharawi in Europa, in rappresentanza dei lavoratori dell’importazione di veicoli usati dall’Europa ai campi di Tindouf, hanno organizzato un sit-in dal 28 gennaio al 01 febbraio 2019 dinanzi alla sede di segretariato nazionale del Polisario, a Rabouni, vicino a Tindouf in Algeria, in protesta contro le misure liberticidi adottate contro loro d’Algeri, nella restrizione dei loro movimenti e circolazione tramite la confisca dei loro passaporti algerini, riporta il sito del Polisario “Futuro Sahara” che ha intervistato manifestanti.
Infatti, i manifestanti, con gilet gialli alla francese, accusano le autorità algerine di aver confiscato, da più di un mese, i loro passaporti alla loro entrata nel territorio algerino per ragioni ingiustificate e contrarie alla libertà di movimento garantita dalla convenzione di Ginevra sui profughi: “il passaporto è un documento di viaggio personale che deve essere consegnato al suo portatore appena timbrato dalla polizia alle frontiere”. Pertanto “la confisca dei nostri passaporti per un mese è inaccettabile”, si ribellano, denunciando che “questa misura è illegale dal punto di vista del diritto internazionale e paralizza il nostro movimento”.
 “Siamo obbligati a restare un mese a Tindouf, mentre disponiamo solo alcuni giorni di ferie” e deplorano le “conseguenze disastrose di questa misura iniqua sul loro lavoro nel loro paese d’accoglienza, con ciò che comporta di ripercussioni sulle loro condizioni sociali”.
Da ricordare, che un primo sit-in è stato organizzato dai membri della diaspora saharawi, dal 17 al 21 dicembre 2018, dinanzi all'“ambasciata del Fronte Polisario” ad Algeri.
Tuttavia nessuna soluzione è stata trovata.
Ecco alcune misure adottate d’Algeri nei confronti della diaspora saharawi:
-Confisca dei passaporti, cosa che significa misure di restrizioni alle libertà individuali;
-Divieto formale a tutti i membri del Polisario stabiliti all'estero di importare e rivendere veicoli usati, in territorio algerino;
-Divieto formale a tutti i commercianti saharawi di trasportare le merci dal Sud dell'Algeria verso il Nord della Mauritania, e ciò è entrato in vigore proprio dall'apertura del posto frontaliere algero-mauritaniano, detto “PK 75”.

Questi divieti sono stati pubblicati anche dal sito separatista “futurosahara”.


martedì 29 gennaio 2019

VENEZUELA – MAROCCO. COLLOQUIO TRA JUAN GUAIDO E MINISTRO DI MAE BOURITA


Nasser Bourita, ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale del Marocco, ha avuto un colloquio telefonico, il 29 gennaio 2018, con Juan Guaido, presidente de l’Assemblea Nazionale di Venezuela, a richiesta di quest’ultimo.
Bourita, oltre a far conoscere al suo interlocutore la massima attenzione con la quale  il Regno del Marocco segue gli sviluppi in corso in Venezuela, ha espresso a Juan Guaido il sostegno del Regno del Marocco a tutte le azioni prese per rispondere alle aspirazioni legittime del popolo venezuelano nella democrazia e nel cambiamento.
Dalla sua parte, Guaido ha espresso la sua volontà di rilanciare, su basi sani e serene, le relazioni di cooperazione tra Marocco e Venezuela, e levare gli ostacoli che hanno potuto inquinare la loro evoluzione.

lunedì 28 gennaio 2019

SPARIZIONE FORZATA D’AHMED KHALIL LEADER POLISARIO IN ALGERI: CAMPAGNA INTERNAZIONALE ESIGE SUO RITORNO “MORTO O VIVO"!


Il caso di Ahmed Khalil, già capo della sicurezza  dei campi di Tindouf in Algeria, arrestato dai servizi algerini ad Algeri e scomparso in circostanze misteriose nel 2009, ritorna all'attualità in Europa, Algeria, Marocco e Mauritania. La sua famiglia e la sua tribù hanno alzato la voce dopo la sua presunta morte apparsa largamente nella settimana scorsa. È in corso una campagna internazionale.
Dieci anni dalla sua sparizione forzata, la sua sorte non è stata mai delucidata. L’appello lanciato da uno dei suoi figli, Rachid Khalil, non ha trovato alcun eco né dal Polisario nè dai servizi algerini accusati di essere responsabili dell'eliminazione.
Cosi, è entrata in scena la tribù della vittima, Rguibat Souaad, che esige il ritorno della vittima  “morta o viva"!
 Infatti, nell’ambito della campagna locale ed internazionale per svelare il destino dello scomparso,  il suo figlio Haffadallah, i membri della sua famiglia, i membri della tribù Rguibat  Souaad e suoi amici si sono riuniti, il 25 gennaio 2019 nel campo detto “Laayoune”, per discutere le misure da prendere di fronte alla dirigenza del Polisario e delle  autorità  algerine per chiarire la sorte di Ahmed Khalil.
L’incontro molto vivace e determinante ha deciso d’istituire un comitato ad hoc per seguire tutte le strade possibili in questa faccenda descritta “la vergogna del secolo” nel quadro della mobilitazione totale la determinazione e il coraggio per la questione di Khallil all’oltranza.
In questa riunione hanno richiesto ai responsabili della sua eliminazione informazioni sulle circostanze della sua scomparsa ed il luogo della sua carcerazione, nel caso del suo decesso, la data e il luogo della sua sepoltura.
Ahmed Khalil era per decine di anni responsabile della sicurezza dei campi e delle zone militari delle milizie del Polisario. Nel novembre 2004, è stato nominato consigliere incaricato del dossier dei diritti umani presso l'ex capo del Polisario, Mohamed Abdelaziz.



SAHARAWI DENUNCIANO POLISARIO PER RUBERIE DI 2,5 MILIONI DI EURO DI AIUTI UMANITARI INTERNAZIONALI


Grazie alla mobilizzazione di una sola persona, i campi di Tindouf in Algeria vivono in questi giorni sul ritmo di un altro gravissimo scandalo finanziario.
Cosi, si registrano nuove denunce di corruzione e il Fronte Polisario deve ormai affrontare la rabbia non solo dai saharawi nei campi, ma anche presso “i donatori”.
È stato proprio il sito online pro Polisario “Futuro Sahara” a scoprire queste ruberie dei dirigenti dei campi di Rabouni, mettendo in luce del deserto una corruzione rivelata da un leader del Polisario, Eddih Ennoucha.
Si tratta della deviazione di 2,5 milioni di euro di aiuti accordati generosamente dal mondo alla popolazione saharawi dei campi nell’ambito di aiuti umanitari internazionali.
Oltre a chiedere chiarimenti al Polisario, Eddih Ennoucha, a suo giudizio non è chiaro in che modo siano stati spesi questi fondi. Finora non è stata né giustificazione né chiarimento di spese sostenute e per questo ha minacciato di convocare una protesta se la dirigenza non darà delle risposte e delle giustificazioni su come siano stati spesi questi fondi.
Il sito denuncia, inoltre, che “dopo anni di gonfiamento di budget e di spreco di denaro, il Fronte si trova oggi nell’impasse”. È, infatti, “nell'incapacità di giustificare spese relative ad una sovvenzione” offerta generosamente dal mondo e non ha potuto “coprire le incoerenze tra il suo bilancio generale ed i rapporti finanziari di diversi settori” per l'anno 2018. “È la prova dell’estensione della corruzione ed il suo radicamento (…) lontano da ogni controllo”.
Il sito  riporta, infine, la rabbia dei saharawi che hanno sostenuta Eddih Ennoucha e hanno denunciato questa deviazione di soldi.
Dall’Italia partano milioni di euro come aiuti alla popolazione saharawi in Algeria.

Speriamo che la “generosa” Regione Emilia – Romagna indaghi!

sabato 26 gennaio 2019

LAVROV: SULLA QUESTIONE DI SAHARA “CONDIVIDIAMO LA STESSA VISIONE DI NOSTRI AMICI MAROCCHINI”


Nel quadro di rafforzamento delle relazioni tra il Regno del Marocco e la Federazione della Russia e nella visita ufficiale in Marocco di Serguei Lavrov, ministro russo degli Esteri è stato ricevuto dal Re Mohammed VI, venerdì 25 gennaio 2019.
L’udienza iscritta nel quadro dell’eccezionale Partenariato Strategico Approfondito bilaterale concluso in occasione della visita storica del Re Mohammed VI a Mosca nel marzo 2016. Il partenariato che ha permesso la svolta e lo sviluppo profondo e multidimensionale delle relazioni tra i due paesi ed ha aperto prospettive ambiziose per la valorizzazione del dialogo politico ed il rafforzamento della cooperazione economica e settoriale.
Marocco e Russia sono soddisfati dei risultati raggiunti nei progetti e azioni comuni di spicco in settori prioritari come l'agricoltura, la pesca, l'energia, l'industria ed il turismo.
In questa udienza il Re Mohammed VI ha ribadito l'invito al Presidente della Federazione della Russia, Vladimir Putin, per effettuare una visita ufficiale al Marocco.
Lavrov ha trasmesso al Sovrano un messaggio d'amicizia e di salutazioni del presidente russo in cui ha lodato la leadership regionale ed internazionale del Re Mohammed VI.
Sono state illustrate le diverse questioni regionali ed internazionali d'interesse comune, in particolare in Medio Oriente ed in Africa.
Nella conferenza stampa congiunta con il suo omologo russo Serguei Lavrov, Nasser Bourita ha sottolineato che quest’udienza riservata a Lavrov testimonia l'attenzione particolare del Re Mohammed VI alle relazioni bilaterali tra Rabat e Mosca, e la volontà ferma del Sovrano e del Presidente russo di sviluppare il partenariato strategico tra i due paesi.
Bourita ha fatto sapere che Rabat e Mosca hanno deciso d’intensificare il dialogo politico su molte questioni regionali ed internazionali e di predisporre meccanismi efficaci che permettono ai due paesi d’adottare misure concrete per seguire l'attuazione degli impegni del partenariato strategico, e ciò rafforzando l'efficienza della cooperazione esistente e proponendo soluzioni pratiche per issarla a livelli superiori.
Gli scambi di vedute, ha continuato, hanno, inoltre, riguardato questioni regionali ed internazionali in particolare quelle relative  a Nord Africa, la questione di Sahara Marocchino e la situazione in Libia ed in Siria, registrando la convergenza bilaterale e la volontà per coordinare maggiormente gli sforzi su queste questioni per la pace e la sicurezza regionali ed internazionali.
Lavrov, ha, da parte sua, segnalato che le due parti sono a favore di una soluzione ai conflitti libici e siriani, attraverso il dialogo e strumenti pacifici, mettendo in evidenza il grande potenziale per lavorare congiuntamente per attuare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU che mirano a trovare una soluzione alla crisi siriana, che richiede sforzi continui della Comunità internazionale in materia umanitaria e sui profughi.
Sulla questione palestinese, il responsabile russo ha messo in evidenza l'importanza di incoraggiare i palestinesi verso ulteriore unità, ritenendo che la divisione attuale minaccia la ricerca di una soluzione a questo conflitto.
Per Lavrov, "durato troppo" il conflitto del Sahara e richiede una "soluzione consensuale" conformemente esclusivamente alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU con l'implicazione di tutte le parti concernenti: “Condividiamo la stessa visione di nostri amici marocchini” in questo tema, ha precisato.