giovedì 9 novembre 2017

Il Marocco ha lanciato primo satellite d’osservazione, si chiama “Mohammed VI-A”. L’industria italiana è presente

Un missile Vega ha messo su orbita elio-sincrona (SSO) il satellite d'osservazione di Terre “Mohammed VI – A” per conto del Regno del Marocco, ha indicato ieri sera in Guyana Arianespace.
Il lanciatore aveva decollato dal centro spaziale guyanese (CSG) di Kourou alle 02:42 ora italiana.
La separazione di questo satellite di una massa di circa 1,1 tonnellata è avvenuta dopo 55 minuti e 33 secondi del decollo, ha precisato Arianespace, la società che commercializza i lanci.
Il satellite Mohammed VI - A deve servire in particolare alle attività cartografiche e catastali, all'assetto territoriale, al monitoraggio delle attività agricole, alla prevenzione ed alla gestione delle catastrofi naturali, al monitoraggio delle evoluzioni ambientali e della desertificazione come pure alla sorveglianza delle frontiere e del litorale, ha indicato Arianespace.
Il satellite è stato realizzato dal consorzio Thales Alenia Space ed Airbus per il Regno del Marocco.
Insomma, il Marocco ha lanciato il suo primo satellite. È una bella notizia che soddisfa tutti i cittadini marocchini (o quasi, da escludere quelli che non sono mai soddisfatti) e i loro amici, questo passo garantirà al paese la disponibilità totale di molti servizi satellitari che prima acquistava da Stati europei o dagli USA. In più sarà in grado di vendere questi servizi, e per questo che si sta già lavorando sulla versione “B” di un altro satellite che sarà lanciato l'anno prossimo. Il Marocco è fiero di questo traguardo e del progresso continuo sta realizzando in tutti i settori.
Da segnalare che le impronte dell'industria italiana sono ben presenti nel “Satellite Mohammed VI A”.


martedì 7 novembre 2017

MAROCCO. IL RE MOHAMMED VI: IL SAHARA RESTERÀ SEMPRE MAROCCHINO

In occasione del 42mo anniversario della Marcia Verde – di 350mila partecipanti venuti da tutto il Marocco, ordinata nel 1975 dal Re Hassan II per liberare il Sahara allora sotto il colonialismo Spagnolo - il Re Mohammed VI del Marocco ha indirizzato un discorso alla nazione. “Questa commemorazione – ha ricordato il Sovrano – cade a qualche settimana dal 60mo anniversario del discorso del defunto Mohammed V a M’Hamid El Ghizlane, in Sahara. Con la Marcia Verde quest’evento costituisce un momento cardine che simbolizza il patto dell’unità nazionale, sigillato tra il trono alawita ed il popolo marocchino, patto la cui chiave è Sahara Marocchino.
Il discorso storico del M’Hamid El-Ghizlane del 1958 è pregno di significato segna una tappa fondamentale nel processo di completamento dell’integrità territoriale del nostro paese e sottolinea una sola verità incontrastabile: la marocchinità del Sahara e l’attaccamento del popolo marocchino alla sua terra”.
“Dal momento in cui il Marocco ha avuto la sua indipendenza e ben prima che la questione di Sahara fosse consegnata alle Nazioni Unite nel 1963, quando nessuna rivendicazione veniva mossa per il Sahara ad eccezione delle richieste legittime del Marocco, o meglio ancora, ben prima che l’Algeria diventasse indipendente, anteriormente a tutti questi fatti, rivolgendosi ai chioukh (notabili) ed ai rappresentanti delle tribù sahrawi venuti a presentargli fedeltà, nostro nonno aveva sottolineato i diritti storici e legittimi del Marocco sul suo Sahara”.
Il Sovrano ha inoltre ricordato questa dichiarazione di suo nonno Mohammed V: “Proclamiamo solennemente che proseguiremo la nostra azione per il ritorno del nostro Sahara, nel quadro del rispetto dei nostri diritti storici e conformemente alla volontà dei suoi abitanti …”. Quindi il Sovrano attuale ha ribadito che il Sahara resterà marocchino fino alla fine dei tempi, e che seguirà le tracce del suo nonno Mohamed V e di suo padre Hassan II.
“Abbiamo a cuore, ora che la terra è liberata, di operare con lo stesso impegno per garantire alla popolazione di queste province condizioni di vita degna e favorire lo sviluppo. Siamo altresì determinati a liberare i nostri figli trattenuti nei campi (a Tindouf in Algeria)”, ha aggiunto Mohammed VI.
D’altra parte il Sovrano ha sottolineato che il Marocco mantiene suo impegno d’adesione al processo voluto dal Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ed a cooperare con il suo Inviato personale. “Sarà così finché saranno rispettati i principi ed fondamenti della posizione marocchina”, ha insistito il Sovrano. Tali principi sono:
– Nessun regolamento della questione di Sahara è possibile al di fuori della sovranità piena ed intera del Marocco sul suo Sahara, ed al di fuori all’iniziativa d’autonomia, la cui comunità internazionale ne ha riconosciuto la serietà e la credibilità;
– Spetta alle parti all’origine del conflitto di assumersi interamente la loro responsabilità nella ricerca di un regolamento definitivo;
– Il pieno rispetto dei principi e fondamenti approvati dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu per il trattamento di questo conflitto regionale artificioso; essendo l’organo dell’Onu, di fatto, la sola istanza internazionale incaricata di supervisionare il processo di regolamento;
– Il rifiuto categorico di ogni superamento, di ogni tentativo di portare danno ai diritti legittimi del Marocco ed ai suoi interessi, di ogni proposta obsoleta volta ad allontanare il piano di regolamento dai parametri referenziali approvati, dell’inserimento tendenzioso di altri argomenti, i quali sono trattati dalle istituzioni competenti;

Il Re Mohammed VI ha anche insistito sul lavoro da effettuare all’interno del paese: “Lo ho più volte sottolineato, non resteremo con le braccia incrociate ad attendere che sia trovata la soluzione auspicata. Proseguiremo piuttosto l’azione al fine di stimolare lo sviluppo delle nostre province del sud e garantire alla loro popolazione le condizioni di una vita libera e degna”. Su questa base il Sovrano ha annunciato il proseguo di realizzazione del modello di sviluppo specifico per queste province, in parallelo con l’attuazione della regionalizzazione avanzata, cosa che dovrebbe permettere agli abitanti della regione di garantire la gestione democratica dei loro affari e contribuire allo sviluppo della loro regione.

Proteste d’Al Hoceima marocchina dalla morte di Fikri al “sisma politico”, tra risposte dello Stato e tentativi di discordia

La città marocchina Al Hoceima è stata scossa nell'ottobre 2016 dalla tragedia del trentenne Mohcine Fikri, pescivendolo morto in un camion dell’immondizia dopo la confisca della sua merce dalle autorità. Un evento all'origine di un vasto movimento sociale nella città e provincia.
Un anno dell’Hirak:
Il 28 ottobre 2016, dopo la confisca della sua merce - del pesce spada - proibito di pesca durante questo periodo, il pescivendolo Mohcine Fikri e altri giovani sono saltati sul camion dell’immondizia dove gettato il pesce. Poco dopo, mentre gli altri sono riusciti a saltare dal camion, Mouhcine è accidentalmente deceduto.
La notte del 29 ottobre 2016, delle manifestazioni di protesta scoppiano ad Al Hoceima sulle circostanze della morte di Fikri. Su Istruzioni del Re Mohammed VI, una indagine urgente è stata aperta il giorno dopo per accertare le circostanze e le responsabilità.
Durante i mesi di novembre e dicembre, le manifestazioni continuano ed assumono la forma di un movimento sociale “Hirak” confuso, che rifiuta, tra l’altro, le istituzioni locali, regionali e nazionali, i partiti politici, sindacati, ONG e associazioni …, ma rivendica soprattutto di proseguire i responsabili della morte di Fikri e chiede l'abrogazione del decreto di 1958 che faceva di Al Hoceima una zona militare, tale decreto ritenuto dal governo abrogato già nel 1959, quindi inesistente.
Fra le altre rivendicazioni: la costruzione di un'autostrada, l'accelerazione del cantiere in corso della superstrada Taza - Al Hoceima, l'allargamento dell'aeroporto della città, e l'apertura di nuove linee aeree, la costruzione di un'università pluridisciplinare, di un ospedale, di un centro d'oncologia e di dispensari di prossimità.
Il 26 marzo 2017. Una manifestazione non autorizzata a Imzouren si trasforma in disordini violenti tra le forze dell’ordine ed i manifestanti. Alcuni di quest'ultimi bruciano una residenza della polizia. Quattordici dimostranti arrestati.
27 aprile, nel caso della morte di Fikri, sono stati condannati sette imputati da 5 ad 8 mesi di carcere.
15 maggio. I partiti della maggioranza al parlamento sono stati convocati dal Ministro dell’Interno Abdellatif Laftit e hanno segnalato, tra l’altro, che l’Hirak avrebbe avuto finanziamenti esteri e avrebbe illustrato rivendicazioni separatiste.
18 maggio. La posizione della maggioranza è percepita come una provocazione da Nasser Zafzafi, il capo dell’Hirak, che invita ad una marcia ad Al Hoceima. Decine di migliaia di abitanti sfilano nella città con bandiere attribuite al defunto AbdelKrim Al Khattabi che risalgono alla molto discussa “repubblica delle tribù di Rif” nel periodo coloniale spagnolo del 1921. È molto curioso di non sventolare la bandiera nazionale marocchina nelle manifestazioni dell’Hirak. Anche in questo appuntamento ribadiscono le loro rivendicazioni sociali ma confutano le accuse di separatismo.
26 maggio. È venerdì, Nasser Zafzafi entra alla moschea Mohammed V d’Al Hoceima con suoi compagni, provoca distorni, disturba la preghiera collettiva di un centinaio di persone offendendo l’Imam che guidava la preghiera in piena predica. Molti fedeli abbandonano la moschea e Zafzafi improvvisa un comizio e con atteggiamenti enfatici dichiara di essere pronto non solo all’arresto, ma anche al martirio.
Zafzafi riesce a sfuggire ai poliziotti venuti ad interpretarlo, visto la gravità dell’ostilità contro la moschea, l’imam e le persone che stavano pregando, sarà arrestato quattro giorni dopo in compagnia di altri attivisti. Sono oggi accusati per il tentato alla sicurezza interna dello Stato e di altre accuse ai sensi del codice penale.
11 giugno. Una grande marcia è stata organizzata a Rabat in sostegno alle rivendicazioni socioeconomiche degli abitanti dell’Al Hoceima. 50.000 partecipanti secondo gli organizzatori.
25 giugno. Il Re Mohammed VI ordina un'indagine condotta dai ministeri dell'Interno e delle Finanze sui ritardi del mega progetto di sviluppo “Al Hoceima Manarat Al Moutwassit” (Al Hoceima Faro del Mediterraneo), lanciato dal Sovrano nel 2015 ben prima delle manifestazioni di Al Hoceima ed il decesso accidentale di Mohcine Fikri.
Nel comunicato del Palazzo Reale era scritto che “all’inizio dei lavori del Consiglio di ministri, Sua Maestà il Re ha fatto partecipe il governo e i ministri interessati per il programma Al Hoceima Faro del Mediterraneo della sua delusione, della sua insoddisfazione e della sua preoccupazione sulla non-realizzazione entro le scadenze dei progetti previsti nel quadro di questo grande programma di sviluppo, la cui firma si è svolta sotto la presidenza effettiva del Sovrano nell’ottobre 2015 a Tetuan”. I ministri sono stati chiamati ad assumersi le loro responsabilità.
Tolleranza zero da parte del Re in merito ai progetti non portati a termine, e istruzioni ai ministri degli Interni e delle Finanze affinché l’Ispettorato generale dell’Amministrazione territoriale e l’Ispettorato generale delle Finanze conducano le inchieste e le indagini necessarie sulla non-realizzazione dei progetti programmati, si risalga alle responsabilità e si presenti una relazione in materia nei tempi brevissimi.
Il Re revoca le ferie estive ad alcuni ministri per dedicarsi ai problemi dell’Al Hoceima.
20 luglio. Una manifestazione dell’Hirak ad Al Hoceima, proibita dalle autorità, è andata male. Scontri tra le forze dell'ordine e i dimostranti. Si deplora centinaia di feriti fra i poliziotti ed i dimostranti. La manifestazione si coincide con la festa religiosa Eid El Fitr (festa della fine del mese di digiuno di Ramadan).
29 luglio. Nel 18mo anniversario della festa del Trono, il Re Mohammed VI critica vivamente  l'amministrazione pubblica ed i partiti politici, facendo cadere sui responsabili incompetenti i ritardi della realizzazione dei progetti di sviluppo. È dunque indispensabile legare la responsabilità al resoconto conformemente alla Costituzione. Il Re Saluta il lavoro e gli sforzi svolti dai servizi della sicurezza ad Al Hoceima.
30 luglio, 36 detenuti dell’Hirak, di cui la studentessa Silya Ziani e Mohamed El Hilali il direttore del sito Rifpresse, beneficiano di una Grazia Reale. Nasser Zafzafi, Nabil Ahamjiq e di altri capi del movimento restano in prigione.
24 ottobre 2017, il rapporto della Corte dei Conti sottolinea che le indagini confermano l'esistenza di molte disfunzioni registrate nel periodo del governo precedente e ha rivelato che molti settori ministeriali e enti pubblici non hanno onorato i loro impegni nell'attuazione dei progetti e che le spiegazioni che hanno fornito non giustificano il ritardo nell'esecuzione di questo programma di sviluppo. Jettou fa sapere, però, che non è stata nessuna frode né malversazione, ma solo negligenze inaccettabili, spiegazioni non convincenti e manovre usate non adeguate.
I risultati e le conclusioni del rapporto hanno mostrato che, dopo le alte Istruzioni del Re in occasione del Consiglio dei Ministri tenutasi il 25 giugno 2017, una nuova dinamica è stata registrata al livello della mobilizzazione dei vari partner, e un progresso considerevole è stato realizzato al livello dell'attuazione dei progetti.
In questo contesto, il Sovrano, pur rallegrandosi per gli sforzi fatti dal governo attuale in attesa di accelerare l'attuazione dei progetti programmati, ha dato i suoi alti orientamenti per trarre le lezioni dalle difficoltà che ha incontrato “Al Hoceima Manarat Al Moutawassit” per evitare le disfunzioni e gli ostacoli che potrebbero ostacolare la realizzazione dei cantieri di sviluppo nelle varie regioni del Regno.
Il Re Mohammed VI ha anche ribadito le sue alte istruzioni per adottare tutte le misure organizzative e regolamentari volte a migliorare la gestione amministrativa e territoriale ed interagire in modo positivo con le rivendicazioni legittime dei cittadini, nel rispetto rigoroso della legge e dello Stato di diritto.
24 ottobre 2017. Terremoto politico: Sulla base della relazione di Driss Jettou presidente della Corte dei Conti, il Re Mohammed VI revoca la nomina - per il ritardo intrapreso nell'esecuzione del programma di Al Hoceima Manarat Al Moutwassit -  ai ministri Mohamed Hassad, attuale ministro dell’Educazione nazionale, ex ministro dell’Interno all'epoca dei fatti; Nabil Benabdallah, ministro dell’Abitazione; Houssaine El Ouardi, ministro della Sanità nel governo Benkirane; Larbi Bencheikh, Segretario di Stato alla Formazione Professionale, Direttore dell’OFPPT all'epoca dei fatti; Ali Fassi Fihri, Direttore generale dell’Ufficio Nazionale dell’Elettricità e dell’Acqua potabile (ONEE).
È stata notifica la non soddisfazione del Sovrano e la decisione di non affidare mai future missioni ai seguenti responsabili nell’ex governo di Benkirane: Rachid Belmokhtar, ministro dell'Educazione nazionale; Lahcen Haddad, ministro del Turismo; Lahcen Sekkouri, ministro della Gioventù e dello Sport; Amine Sbihi, ministro degli Affari Culturali; Hakima El Haité, Segretario di Stato all'Ambiente; Oltre a 14 alti responsabili amministrativi pubblici.
Nella stessa occasione il Re Mohammed VI ha incaricato il ministro dell’Interno per condurre le indagini necessarie, a livello nazionale, sui responsabili che dipendono dal suo dicastero nell’amministrazione territoriale; in aggiunta a questo ha impartito ulteriori indicazioni al presidente della Corte dei conti per esaminare e valutare l’azione dei Consigli regionali d’investimento.
25 ottobre, Nabil Amahjiq detenuto a Casablanca apprezza molto la decisione del Re Mohammed VI nel revocare la nomina di alcuni ministri e dichiara di smettere il suo sciopero della fame iniziato prima.
28 ottobre, il leader dell’Hirak Nasser Zafazafi, detenuto a Casablanca anche lui, apprezza la decisione del Re e chiede perdono e Grazia Reale.
Da notare che Hirak ha avuto un eco e larga partecipazione nei primi mesi grazie alla tolleranza delle autorità marocchine. Però aveva abusato delle sue rivendicazioni socioeconomiche usando i bambini e ragazzi minorenni nelle manifestazioni, ed oltre ai disturbi notturni creati, ha abusato delle rivendicazioni legittime deviando il discorso verso un altro versante tutto estraneo dagli abitanti dell’Al Hoceima, dando spazio al tentativo di destabilizzare l’ordine pubblico. Le rivendicazione separatiste orchestrate da alcuni smarriti in Belgio, Spagna, Olanda e Germania che non avranno mai successo in nord del Marocco, sono ben la prova.
Da non escludere la manipolazione straniera delle proteste ad Al Hoceima, perché sono stati pubblicati diversi infondati articoli anche in Italia dove si registra l’impronta di una stessa “stilografica” di sedicenti giornalisti e persone sempre pronte a tentare invano di macchiare l’immagine del Marocco per frammentare la sua unità territoriale.

Da considerare che il Hirak (movimento) è stato solo nella città dell’Al Hoceima e provincia e non in tutto il Rif come si confondano diverse fonti in Italia, e che le sue rivendicazioni sono esclusivamente socioeconomiche sostenute da tutti i marocchini. 

mercoledì 1 novembre 2017

Marocco lancia suo primo satellite che si chiama “Mohammed VI–A” l’8 novembre e diventa pioniere spaziale in Africa

Con il lancio che sarà effettuato dal sito Vega a Kourou, nella Guyana francese, l’8 novembre alle 02:42 del mattino (ora italiana) andrà in orbita il satellite battezzato “Mohammed VI–A”, che prende il nome del Re del Marocco. Un satellite di osservazione della Terra sviluppato dal consorzio Thales Alenia Space per conto del governo marocchino e dalla Airbus.
Il satellite Mohammed VI–A sarà utilizzato in particolare per raccogliere dati cartografici e catastali, per la pianificazione urbanistica, il monitoraggio delle attività agricole, la prevenzione e la gestione di disastri naturali, per il controllo delle tendenze ambientali e della desertificazione oltre che per la sorveglianza delle frontiere e delle coste.
Con questo progetto il Marocco entra così nel numero dei paesi che dispongono di un satellite in orbita, realizzando un importante progresso per la tecnologia spaziale in Africa.
Il Mohammed VI–A sarà messo al servizio della strategia di protezione dell’ambiente pianificata dal governo di Rabat; questo sistema di ripresa di immagini spaziali, controllato dal paese africano, svolgerà un ruolo capitale nell’attuazione delle strategie nazionali di sviluppo socioeconomico, in particolare quelle relative al settore agricolo, che costituisce uno dei principali poli dell’economia nazionale, e alla gestione delle risorse forestali.
Con l’ausilio del satellite il Marocco potrà sviluppare più agevolmente il proprio piano di gestione delle risorse idriche e di ricerche delle acque sotterranee, trasformando il paese in un pioniere spaziale continentale, incrementando inoltre le potenzialità delle agenzie nazionali incaricate dei programmi riguardanti la cartografia e la topografia oltre che agevolando il controllo delle infrastrutture di trasporto e del litorale.
Thales Alenia Space, responsabile del sistema, ha fornito lo strumento ottico, il sottosistema di trasmissione di immagini e il segmento di terra per l’elaborazione e la produzione grafica. Airbus è stata invece responsabile dell’assemblaggio del satellite e del supporto terrestre e satellitare per l’organizzazione della missione.




mercoledì 25 ottobre 2017

“Al Hoceima Manarat Al Moutawassit”: Il Re Mohammed VI revoca 4 ministri, rimprovera 5 ex ministri, e rimuove 15 alti responsabili

Il Re Mohammed VI del Marocco ha ricevuto, ieri martedì 24 ottobre 2017, nel Palazzo Reale a Rabat, il Presidente della Corte dei Conti, Driss Jettou, in presenza dei due ministri dell’Interno e dell'Economia e Finanze. In quest'udienza, Driss Jettou, ha presentato al Sovrano le conclusioni di un rapporto sul progetto di sviluppo “Al Hoceima Manarat Al Moutawassit”.
Tale ricevimento, la presentazione del rapporto e le misuri successivamente annunciate sono ben separati dal contesto delle proteste che ha vissuto, negli ultimi mesi, la città marocchina Al Houceima.
La Corte dei Conti è una istituzione nazionale, ben riconosciuta di forte neutralità e di una oggettività innegabili, ha aperto l’indagine ordinata dal Sovrano quando il mega progetto di sviluppo della città del nord non è stato avviato nelle scadenze richieste.
Driss Jettou, quindi, ha confermato ciò che c'era nel rapporto degli ispettorati dei due ministeri, rimessi al Re il 2 ottobre scorso, sottolineando che le indagini confermano l'esistenza di molte disfunzioni registrate nel periodo del governo precedente e ha rivelato che molti settori ministeriali e enti pubblici non hanno onorato i loro impegni nell'attuazione dei progetti e che le spiegazioni che hanno fornito non giustificano il ritardo nell'esecuzione di questo programma di sviluppo.
Per quanto riguarda la gestione del progetto, la Commissione Centrale di Controllo, composta dai responsabili governativi interessati, si è riunita solo una volta nel febbraio 2017, cioè 16 mesi dopo la firma della convenzione del mega progetto, nel momento in cui la Commissione Locale di Controllo, presieduta dal governatore della provincia di Al Houceima, ha dimostrato la sua incapacità di mobilitare ed incoraggiare i vari partner e di avviare il progetto.
Il rapporto aggiunge che dinanzi all'inosservanza degli impegni ed il ritardo nel lancio dei progetti, alcuni settori interessati hanno trasferito una parte dei loro contributi finanziari all'Agenzia di Sviluppo delle Province del Nord per non assumere le loro responsabilità.
E considerando l'importanza di questo programma di sviluppo, e di diversi partner, era necessario che il governo e la commissione ministeriale assumono la missione di controllo diretto, su iniziativa del ministero dell'interno, in particolare durante la sua fase di lancio.
Trattandosi dell'esecuzione dei progetti programmati, si è constatato un grande ritardo nel lancio dei progetti, peggio ancora la grande maggioranza di questi progetti non era stata neppure iniziata, con l'assenza di iniziative concrete da parte di alcuni partner interessati per il loro lancio effettivo.
Però Jettou fa sapere che non è stata nessuna frode né malversazione, ma solo negligenze inaccettabili, spiegazioni non convincenti e manovre usate non adeguate, come nel trasferimento dei budget.
Il comunicato del Palazzo Reale di ieri evoca l'articolo della Costituzione che prevede il resoconto degli alti responsabili dello Stato e dell'amministrazione, ed indica le misure seguenti: Revoca di incarico a: Mohamed Hassad, attuale ministro dell’Educazione nazionale, dell'insegnamento superiore, della Ricerca Scientifica e della Formazione Professionale, ex Ministro dell’Interno all'epoca dei fatti; Nabil Benabdallah, ministro dell’Abitazione, dell'Urbanismo e della Politica della Città; Houssaine El Ouardi, ministro della Sanità nel governo Benkirane; Larbi Bencheikh, Segretario di Stato alla Formazione Professionale, Direttore dell’OFPPT all'epoca dei fatti; Ali Fassi Fihri, Direttore generale dell’ONEE.
È stata notifica la non soddisfazione del Sovrano e la decisione di non affidare mai future missioni ai seguenti ex responsabili nel governo di Benkirane: Rachid Belmokhtar, ex ministro dell'Educazione nazionale; Lahcen Haddad, ex ministro del Turismo; Lahcen Sekkouri, ex ministro della Gioventù e dello Sport; Amine Sbihi, ex ministro per gli Affari Culturali; Hakima el Haité, ex Segretario di Stato all'Ambiente. Oltre a 14 alti responsabili amministrativi pubblici.
Le sanzioni annunciate dipendono dal rapporto tra il resoconto e della responsabilità, principio consacrato dalla Costituzione marocchina e non rispondono a nessuna logica politica e si iscrivono in una pratica puramente amministrativa, si tratta, quindi, di disfunzioni e di debolezze d'ordine esecutivo dei membri del governo e che non hanno, tuttavia, legami con l’aspetto finanziario del progetto.
Nella stessa occasione il Re ha incaricato il Capo del Governo, Saad Eddine Al Otmani di presentare proposte di nomina di nuovi responsabili governativi.
D'altra parte, i risultati e le conclusioni del rapporto della Corte dei Conti hanno mostrato che, dopo le alte istruzioni del Re in occasione del Consiglio dei Ministri tenutasi il 25 giugno 2017, una nuova dinamica è stata registrata al livello della mobilizzazione dei vari partner, e un progresso considerevole è stato realizzato al livello dell'attuazione dei progetti.
In questo contesto, il Sovrano, pur rallegrandosi per gli sforzi fatti dal governo attuale in attesa di accelerare l'attuazione dei progetti programmati, ha dato i suoi alti orientamenti per trarre le lezioni dalle difficoltà che ha incontrato il programma di sviluppo “Manarat Al Moutawassit” per evitare le disfunzioni e gli ostacoli che potrebbero ostacolare la realizzazione dei cantieri di sviluppo nelle varie regioni del Regno.
Il Re Mohammed VI ha anche ribadito le sue alte istruzioni per adottare tutte le misure organizzative e regolamentari volte a migliorare la gestione amministrativa e territoriale ed interagire in modo positivo con le rivendicazioni legittime dei cittadini, nel rispetto rigoroso della legge e dello Stato di diritto.
È di notorietà pubblica che il Re Mohammed VI, dalla sua intronizzazione  nel 1999, vigila personalmente i progetti lanciati, adottando un approccio specifico basato sull'efficienza, l'efficacia e la velocità nell'esecuzione, ed il rispetto rigoroso degli impegni.
In questo contesto, il Sovrano ha dato le sue alte istruzioni al Ministro dell’Interno per condurre le indagini necessarie a livello nazionale sui responsabili che dipendono dal suo ministero  nell'amministrazione territoriale e ha, inoltre, dato i suoi alti orientamenti al presidente della Corte dei Conti per esaminare e valutare l'azione dei Consigli Regionali d'Investimento.


mercoledì 18 ottobre 2017

Marocco. Il Re Mohammed VI riceve il nuovo inviato personale del Segretario generale dell’ONU per il Sahara

“Il Re Mohammed VI ha ricevuto, ieri 17 ottobre 2017, al Palais Royal di Rabat, Horst Kohler Inviato personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahara Marocchino, che visita il Marocco nel quadro di un tour regionale” che lo vedrà nei prossimi giorni anche in Algeria e Mauritania, annuncia un comunicato del Palazzo Reale. Il comunicato ricorda che Kohler è anche ex Presidente tedesco ed ex Direttore Generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI). È stato nominato nell'agosto scorso, dal Segretario generale dell'ONU, Antonio Guterres, come Inviato personale in Sahara, in sostituzione dell’americano Christopher Ross.
L'udienza si è svolta in presenza di Fouad Ali El Himma, Consigliere del Re, Nasser Bourita, ministro degli Esteri e David Schwake, Consigliere speciale di Kohler.
Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU deve prendere conoscenza, da qui alla fine del mese d'ottobre, di una relazione sulla situazione nella regione e sulle eventuali prospettive di regolamento conformemente alla sua risoluzione d'aprile 2017.
Si tratta della prima visita di Horst Kohler nella regione maghrebina nell’ambito degli sforzi del nuovo Segretario generale dell'ONU, Antonio Guterres, per rilanciare il processo dei negoziati di Manhasset tra Marocco, Algeria e Mauritania fermo dal 2012.
Il nuovo emissario dell'ONU intende mettere in campo ogni sforzo per avvicinare i punti di vista tra le diverse parti che prendono parte ai negoziati, sulla questione del Sahara. Per arrivare a questo avvicinamento, Horst Kohler intende visitare oltre il Marocco, l'Algeria e la Mauritania, tutti tre rappresentati nei negoziati sotto l'egida dell'ONU per il regolamento del conflitto attorno al Sahara.
È una nuova pagina nella questione di Sahara? Sul campo, l'emissario di Antonio Guterres riuscirà ad avvicinare i punti di vista, sulla base della proposta d'autonomia delle regioni di Sahara presentata dal Marocco nel 2007? Riuscirà ad organizzare il censimento della popolazione dei campi “saharawi” a Tindouf in Algeria, come raccomanda l’ONU? Certamente, l'esperienza di Horst Kohler spinge numerosi specialisti in politica internazionale, maghrebini ed occidentali, a credere che ne abbia più possibilità di riuscire dove il suo predecessore, l'americano Christopher Ross, è fallito. Ex SG dell’ONU Ban Ki-moon e suo emissario Christopher Ross erano conosciuti per la loro mancanza di professionalità e di oggettività nell'esercizio delle loro prerogative.
Si ritiene che il nuovo emissario di Antonio Guterres avendo una grande esperienza nei settori politici e diplomatici, potrebbe dare una spinta seria verso la soluzione di una questione creata a tavolino nel periodo della guerra fredda dal colonnello Gheddafi e dell’Algeria per destabilizzare il Marocco. che dura da oltre quattro decenni. La proposta marocchina d'autonomia del Sahara, presentata all’ONU nel 2007 e giudicata dall’ONU credibile e seria.
 Riprendere il cammino di Manhasset?
Horst Kohler desidera quindi rilanciare i negoziati di Manhasset bloccati dal 2012, a causa delle manovre dell’Algeria e dei separatisti del Polisario. I 4 negoziati di Manhasset sono una serie di discussioni tra le parti implicati direttamente nel conflitto attorno al Sahara per arrivare ad una soluzione politica di questa questione.
Questi negoziati, ai quali l'Algeria e la Mauritania sono sempre rappresentate, derivano dalla risoluzione numero 1754 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, adottata il 30 aprile 2007 e che esorta le parti ad avviare negoziati diretti, senza condizioni preliminari ed in buona fede per arrivare “ad una soluzione politica, giusta, duratura e reciprocamente accettabile”.

Benché favorevolmente accolto ed accreditato di una buona reputazione, occorre attendere che Horst Kohler presenti la sua relazione sul Sahara e la situazione nei campi di Tindouf in Algeria, ad aprile 2018, prima di giudicare se il successore di Christopher Ross abbia deciso di trattare la questione del Sahara con rigore e la neutralità requisiti.

sabato 14 ottobre 2017

Marocco. Il Re Mohammed VI decide di creare un ministero per Africa e invita a completare la regionalizzazione avanzata

Il Re Mohammed VI del Marocco ha sottolineato nel suo discorso, venerdì 13 ottobre, in occasione dell’apertura del secondo anno legislativo della decima legislatura, l’occorrenza di installare una nuova politica ispirata dalle aspettative dei cittadini in sintonia all’evoluzione che conosce il paese, una politica mirata per i giovani, il completamento della regionalizzazione avanzata e la creazione di un ministero per l’Africa.
Sull’avvio di un nuovo modello di sviluppo per il paese, il messaggio Reale è stato chiaro: Governo, Parlamento e tutte le istituzioni concernenti sono urgentemente invitati ad associare il modello marocchino di sviluppo con le evoluzioni sul campo e le esigenze quotidiane dei cittadini.
È imperativo di riconsiderare il modello di sviluppo per metterlo in fase con le evoluzioni che conosce il Marocco. È in questo spirito che il Sovrano sottolinea la sua volontà di raddrizzare la situazione e di correggere le disfunzioni constatate nell’amministrazione, nei consigli eletti e nelle collettività territoriali che impediscono l’evoluzione del modello di sviluppo marocchino.
 “Contribuiremo così a destare una presa di coscienza della necessità di fare evolvere le mentalità che fanno ostruzione alla realizzazione dello sviluppo globale che desideriamo”, ha fatto valere il Sovrano.
L'attuazione di queste azioni implica ovviamente un'applicazione piena ed effettiva del principio costituzionale di correlazione tra responsabilità e resoconto, la sola garanzia per la concretizzazione di una gouvernance ottimale.
Questo discorso Reale fondato sulla nozione di responsabilità traccia i contorni di una nuova marcia del Marocco di domani. Il nuovo Marocco che vuole costruire il Re Mohammed VI è ben un paese dove regnano l'uguaglianza e la giustizia sociale a profitto di tutti i Marocchini. Un paese dove non esistono più disparità in materia di sviluppo umano, sociale e territoriale.
L'altra dimensione del discorso Reale è quella che elabora una diagnosi precisa ed inequivocabile delle necessità pressanti dei cittadini con un accento molto particolare per le giovani generazioni favorendo loro le condizioni di una vita dignitosa che passa inevitabilmente da una formazione di qualità, un'integrazione adeguata nel mondo del lavoro ed un'abilitazione a prendere iniziative per esprimere i suoi talenti e contribuire alla dinamica dello sviluppo.
Cosi, il Sovrano ha invitato all'attuazione di una nuova politica integrata dedicata ai giovani sulla quale opererà in particolare il Consiglio Consultivo della Gioventù e dell'Azione Associativa. In questo slancio di riforme, l'Amministrazione è chiamata a mettersi all’armonia delle evoluzioni in corso, come lo ha ribadito il Sovrano, con priorità assoluta la realizzazione della giustizia sociale facendo dalla buona gouvernance un principio cardinale e non un semplice auspicio.
Il Re Mohammed VI ha, tuttavia, dato le sue istruzioni alla Corte dei Conti di dedicarsi al controllo e la valutazione dei progetti pubblici iniziati nelle varie regioni.
Su questa stessa linea, il governo è invitato a predisporre un programma rigoroso per il completamento del processo della regionalizzazione avanzata per gestire meglio gli affari locali. È il motivo per cui i consigli eletti hanno il dovere di assumersi pienamente le loro responsabilità con una più grande prossimità con le popolazioni.
Ministero marocchino per Africa:
La decisione del Re Mohammed VI di creare un ministero delegato presso il ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale incaricato degli Affari Africani, costituisce una consacrazione dell'orientamento del Marocco verso l'Africa ed il suo attaccamento alle sue radici africane, traduce, tra l’altro, un grande interesse del Regno alla cooperazione Sud -Sud e tra popoli africani, come pure il suo impegno nella risoluzione delle problematiche africane, tenendo conto delle specificità del continente e gli interessi dei suoi popoli. Negli ultimi cinque anni sono stati firmati oltre 600 accordi di cooperazione tra Marocco e il resto dell’Africa, cosi sono aumentati a più di mille convenzioni bilaterali.
 “A tale scopo, abbiamo deciso la creazione di un ministero delegato presso quello degli Affari Esteri, incaricato degli affari africani, ed in particolare dell'investimento, come pure la predisposizione di due cellule di controllo, una al ministero dell'Interno e l'altra al ministero delle Finanze”, ha indicato il Sovrano. Quest'istituzione già stata creata anche negli anni sessanta del secolo scorso in cui il Marocco era il mecca dei movimenti di liberazione africani, ed era guidata dal defunto Abdelkrim El Khatib.
Da notare che la stessa decisione, che interviene in una congiuntura segnata da una dinamica rinnovata nella Storia delle relazioni marocco-africane, consolidata dal ritorno del Marocco alla sua famiglia istituzionale e le visite storiche del Sovrano nei vari paesi africani, riflette gli sforzi marocchini per promuovere la situazione socioeconomica del continente e superare le grandi problematiche affrontate.
La presenza marocchina in Africa che rappresenta una forza regionale molto credibile e stimata dai vari paesi, illustra l'importanza della creazione di un ministero, avente il compito di rafforzare le relazioni marocco-africane e garantire il proseguimento delle questioni relative agli affari africani, la pace e la sicurezza, la migrazione ed il terrorismo.